sabato 22 settembre 2012

John Lennon aveva ragione

Stavo pensando che John Lennon aveva ragione, quando ha detto quella frase tipo "La vita è ciò che accade mentre sei intento a fare altri piani", o come cazzo era.

Perché i momenti in cui sto facendo altro, quelli in cui dovrei studiare per gli esami ad esempio, sono proprio quelli in cui sento ancora più voglia di essere riempito di umanità, di leggere, di guardare film, di stare in compagnia della gente. Non potendo farlo (non so che facoltà facciate voi, ma se fate Lettere, leggere durante la sessione d'esami è quanto di più sovversivo possiate raggiungere), mi limito ad acchiappare quello che viene.
Che, insomma, merita.

giovedì 6 settembre 2012

Proverbi

Da quando sei piccolo ti capita di sentire a ruota dei proverbi, che ormai non ci fai neanche più caso.
Più che rimandi a esperienze maggiori, sono gusci, frasi che usi lì quando semplicemente non sai cosa dire (o non hai voglia di dire nulla) e hai però bisogno di dire qualcosa.

"L'importante non è vincere, è partecipare".
"L'erba del vicino è sempre più verde".
"Chi trova un amico trova un tesoro".
"Non è tanto il freddo, è l'umidità".

Il bello diventa allora riscoprire i proverbi... al contrario. Quando ne hai sempre sentito uno senza mai davvero capirlo, e all'improvviso capisci che vuol dire una cosa piena, profonda.

"Partire è un po' morire".

Sì, ok, perché parti e ti dispiace, facile.

Avete presente quando muore qualcuno? Non so se è così per tutti, ma una delle primissime sensazioni che ricordo di aver provato relativamente al lutto è la sensazione che quella persona sia partita.
Sia andata lontano.
Non è qui, ma sicuramente da qualche parte sarà.
Il mondo è tanto grande.
Si sarà cacciata in un qualche angolo.
Magari una volta piglio l'aereo e la vado a trovare.

Solo che quella persona non c'è. Da nessuna parte.
Eh, bum. Lo dici giusto perché non posso controllare da tutte le parti.
Aspetta che mi scarico quell'app, e vedi che te la trovo.

Ecco perché "Partire è un po' morire"...

Ti trovi a vivere un ecosistema di rapporti, amicizie, impegni, piaceri, difficoltà, e ad un certo punto, puff, pigli l'aereo e tutto finisce. Cambi radicalmente. Da un giorno all'altro, quelle persone non ci sono più. Non passano più a trovarti mentre studi, non puoi più andarle a trovare, e tutte le cose che facevate insieme spariscono con loro.

E ti rimane una sensazione di vuoto che non è poi molto diversa da quella che scrivevo sopra...

Per fortuna, però, loro ci sono ancora, da qualche parte.
E, sempre per fortuna, basta davvero prendere un aereo.

(Tante parole per la testa. E ancora non vogliono uscire.)

domenica 2 settembre 2012

Prisma



Mi piacerebbe che ci fossero più persone in grado di vedere la densità delle emozioni.
Sono quelle che vorrei avere accanto più di ogni altre.
Quelle che come un prisma prendono ciò che altri tentano di far passare per grigiore intorno a noi e sanno vederne i colori.

Non mollate mai mai mai.

martedì 31 luglio 2012

Complicaticità...

Da un po' di tempo vado scrivendo qua e là che mi piacciono le cose semplici.
Mh.
Mi sa che mi stanno ricominciando a piacere di più le cose complicate, invece.

domenica 17 giugno 2012

Aforismi, in generale

Stavo continuando a pensare, alla luce di riflessioni venute a galla dopo il post di prima, che in teoria a leggere frasi e aforismi non c'è niente di male, e spesso leggere la parola giusta al momento giusto può essere importante, addirittura illuminante.

Però, boh.

Perché, se uno dice qualcosa di bello, allora la gente ci fa una bella frasetta ricamata da appiccicare su un'immagine colorata?

Non ti può bastare, leggere una frasetta, per farti sentire soddisfatto.

Io credo che tutto dipenda dal taglio che dai tu alle cose che fai.
Credo che le scorciatoie non siano la strada giusta. Credo che il percorso vada compiuto dall'inizio alla fine, per capire bene.
Per un certo periodo di tempo, io ho addirittura smesso di leggere, perché in un paio di libri letti uno dopo l'altro avevo trovato "situazioni" che calzavano alla perfezione quello di cui avevo bisogno, e ho rosicato perché non ci ero arrivato da solo, anche se mi mancava un piccolo tassello...

(Ecco, QUESTO è un tantino esagerato!!! Mi sa che era solo un po' di rosicazione dovuta al momento!)

Le esperienze vanno vissute e capite sulla propria pelle, frasi così magari ti fanno credere di aver capito, e invece sono vuote, perché ti manca completamente il background, la storia dell'individuo che l'ha detta, le sue esperienze passate, le sensazioni e gli stati d'animo che lo hanno spinto a dirla: e finisci col capire male. Non solo fai la figura dello scemo, ma fai anche un torto a quel poveretto che non voleva fare altro che condividere una sua scoperta...

Il punto è che forse tendiamo a dimenticarci che le cose sono un po' più complicate di quanto sembrino.
Mi hanno sempre fatto morire dal ridere, per dirne una, gli slogan politici.
Soprattutto quelli più "agguerriti" e "provocatori"... per esempio quelli che ogni tanto compaiono in facoltà come "Ore 12 Pranzo Sociale"...
Che cazzo vuol dire "pranzo sociale"? Se magni, magni, mica un pranzo è diverso da un altro.

Oppure "l'Italia agli Italiani"... io non riuscirei neanche a dire "il Mondo agli Umani"... non ci sono solo umani su questo mondo... e poi francamente non tutti gli umani mi entusiasmano così tanto!

O ancora, "Morte ai Padroni"... e poi quando l'hai ucciso, il padrone diventi tu!

Gli slogan vanno bene per persone con cervelli molto semplici. Non ricordo dove, ho letto da qualche parte che gli analfabeti del ventunesimo secolo sono quelli incapaci di "leggere" le situazioni, quello che viene loro posto e presentato davanti agli occhi.
Le cose sono sempre almeno un gradino più complicate di quello che appaiono. Sempre.
Meglio pensarci due volte, piuttosto che una sola.

A conclusione del post: se trovate una frase che vi piace, andatevi a vedere chi l'ha detta, chi era, come la pensava e, se la frase è un estrapolato, andatevi a vedere da dove è presa!

Alcune differenze

"When you call yourself an Indian, or a Muslim, or a Christian or a European, or anything else, you are being violent. Do you see why it is violent? Because you are separating yourself from the rest of mankind. When you separate yourself by belief, by nationality, by tradition, it breeds violence. So a man who is seeking to understand violence does not belong to any country, to any religion, to any political party or partial system; he is concerned with the total understanding of mankind."

- Jiddu Krishnamurti


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Oggi mi sono imbattuto in questa frase di Krishnamurti, e mi ha colpito abbastanza. Non succedeva da un po' di tempo, che capitassi per caso a leggere sue frasi. Qualche anno fa, avevo anche postato qualcosa di suo, sul blog. E anche oggi sono venuto qui con l'intento di scrivere questa frase.
Eppure, non sono convinto.
Sono d'accordo, tante diversità servono solo a separare le persone le une dalle altre, a mettere paletti tante volte invalicabili, e a creare incomprensioni e da lì violenza.

Però... il bello è anche questo

Le diversità sono anche belle. Fare finta che non esistano è dannoso.
Affrontare la vita così, è dannoso. Perché arrivi alla conclusione che il metodo per affrontare le cose è che non è necessario alcun metodo.
Riflettiamo, e impariamo la nostra lezione un passo alla volta...

sabato 16 giugno 2012

10 Piccole Cose


Ecco i tuoi compiti...

1. Riceverai un corpo.
Potrà piacerti o forse no, ma sarà comunque tuo per il resto di tempo che ti rimane da spendere da queste parti.

2. Avrai lezioni da imparare.
Sei stato immatricolato in una scuola a tempo pieno chiamata vita. In questa scuola avrai ogni giorno la possibilità di imparare alcune lezioni. Alcune di queste lezioni ti piaceranno, altre potresti ritenerle poco rilevanti o stupide.

3. Non ci sono sbagli, solo lezioni.
La crescita è un processo di prove ed errori, una continua sperimentazione. Gli esperimenti "falliti" fanno parte del processo allo stesso livello e modo di quelli "riusciti".

4. Una lezione si ripete finché non l'hai assimilata.
Una lezione ti verrà presentata in diverse forme finché non l'avrai compresa. A quel punto, potrai passare alla lezione successiva.

5. I corsi non hanno una data conclusiva.
Non esiste una parte della vita esente da lezioni. Finché sei in vita, esistono lezioni da imparare.

6. "Lì" non è meglio di "Qui".
Quando il tuo "lì" è diventato "qui", comincerai semplicemente ad avere un altro "lì" che ti apparirà subito meglio del tuo nuovo "qui".

7. Gli altri sono specchi di te stesso.
Non è possibile amare oppure odiare qualcosa di un'altra persona a meno che non sia riflesso di qualcosa che tu stesso ami od odi di te stesso.

8. Cosa fare della tua vita sta solo a te.
Hai tutti gli strumenti e le risorse di cui hai bisogno, cosa decidi di farci sta soltanto a te. La scelta è soltanto tua.

9. La risposta che cerchi è dentro di te.
Le risposte alle domande che ti porrai sulla vita sono già dentro di te. Tutto ciò che devi fare è guardare, ascoltare, e avere fiducia.

10. Che tu pensi di potercela fare o di non potercela fare, in entrambi i casi avrai ragione.

Pensaci.

- Anonimo

venerdì 8 giugno 2012

Elastic Rock


Il punto è che bisogna essere elastici! 
Dentro, ma anche fuori!
Con la mente, ma anche col corpo!
Chi è elastico vince!
È risaputo!
Non ci credete? Guardate le rocce!
Pensate che le rocce siano qualcosa di statico, tosto, potente, piazzato, inamovibile?
Non è vero: una roccia non è mai uguale a sé stessa, ogni secondo che passa è costretta a subìre le intemperie del tempo, l'erosione, qualche scheggiatura, e poi quel bambino che la fa rotolare... (Speriamo non voglia tirarla da un cavalcavia!)
Secondo me, ogni tanto la roccia si annoia un po', ma intanto, zitta zitta, dopo tanto tempo, sta ancora lì, e non sembra se la passi male.
Guarda te come ascoltando una canzone vai a scoprire che anche le rocce sono elastiche! 
Ti rendi conto?
Una roccia è più elastica di te!
E tu, cosa aspetti a diventarlo?
Niente, pensieri post-calcetto!

martedì 29 maggio 2012

It will be sunny one day

April 10, 2006

Dear Crystal,

I'm so sorry to hear that life is getting you down at the moment. Goodness knows, it can be so tough when nothing seems to fit and little seems to be fulfilling. I'm not sure there's any specific advice I can give that will help bring life back its savor. Although they mean well, it's sometimes quite galling to be reminded how much people love you when you don't love yourself that much.

I've found that it's of some help to think of one's moods and feelings about the world as being similar to the weather:

Here are some obvious things about the weather:

It's real.
You can't change it by wishing it away.
If it's dark and rainy it really is dark and rainy and you can't alter it.
It might be dark and rainy for two weeks in a row.

BUT

It will be sunny one day.
It isn't under one's control as to when the sun comes out, but come out it will.
One day.

It really is the same with one's moods, I think. The wrong approach is to believe that they are illusions. They are real. Depression, anxiety, listlessness - these are as real as the weather - AND EQUALLY NOT UNDER ONE'S CONTROL. Not one's fault.

BUT

They will pass: they really will.

In the same way that one has to accept the weather, so one has to accept how one feels about life sometimes. "Today's a crap day," is a perfectly realistic approach. It's all about finding a kind of mental umbrella. "Hey-ho, it's raining inside: it isn't my fault and there's nothing I can to about it, but sit it out. But the sun may well come out tomorrow and when it does, I shall take full advantage."

I don't know if any of that is of any use: it may not seem it, and if so, I'm sorry. I just thought I'd drop you a line to wish you well in your search to find a little more pleasure and purpose in life.

Very best wishes,
Stephen Fry.
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Mi sembra succeda che la gente pensi che io sia sempre felice.
Non è così.
Ho anzi imparato che spesso le persone più sorridenti, più buffe, più divertenti, sono proprio quelle che si sentono, ogni tanto, davvero tristi.
La lettera qui sopra è stata scritta da un comico.
Un po' di tempo fa, mi atteggiavo da cinico, disilluso, ero distruttivo verso qualsiasi cosa, e ammetto che era divertente. Forse con le ragazze faceva pure più scena.
Ma non è poi così entusiasmante. Alla lunga, succede che prima diventi strano, poi diventi triste, e alla fine ti ritrovi vecchio dentro.
Si tratta di scegliere. Scegliere tra l'amore e i suoi opposti, odio o indifferenza.
Non intendo "amore" solo in senso carnale, neanche solo in senso platonico... mi riferisco alla passione, la passione che si ha per la vita, nel fare le cose, nel veder nascere e crescere qualcosa di creato con le proprie forze.
A volte basta davvero solo scegliere di comportarsi in un certo modo, con passione.
Io, per esempio, quando sono triste, o depresso - e appunto... capita! - penso semplicemente questo: a loro, non gliela darò mai vinta.
Ne vale la pena.
E qualche volta, è sufficiente. :-)

The Rains of Castamere



And who are you, the proud lord said,
That I must bow so low?
Only a cat of a different coat, 
That's all the truth I know.
In a coat of gold, or a coat of red,
A lion still has claws.
And mine are long and sharp, my lord,
As long and sharp as yours.
And so he spoke, and so he spoke, 
That lord of Castamere.
But now the rains weep o'er his hall,
With no one there to hear.
Yes, now the rains weep o'er his hall,
And not a soul to hear.