And I wonder
When I sing along with you
If everything could ever feel this real forever
If anything could ever be this good again
Shine on!
When I sing along with you
If everything could ever feel this real forever
If anything could ever be this good again
I still rage and wage my little war
[...]
... To buy a new soul at the start of every year
"Ciao. È bello essere tornato a parlarti. Mi dispiace di aver fatto passare un po' di tempo, ma adesso ci sono. Ho deciso di cominciare subito col parlarti del mio lato più oscuro. È una parte di me che mi spaventa un po', che non mi piace, e non ne parlo mai perché ho paura che più ne parlo, più può prendere piede. Ma suppongo che se vogliamo (fa una mossa di karate dall'alto verso il basso, con la mano aperta) far secca questa parte... allora dobbiamo farla uscire allo scoperto, giusto? Non dire niente, perché il tempo passato insieme è troppo piacevole. Ho paura di tornare a fare il simpatico, il piacione, e allora sarebbe già troppo tardi, non riuscirei a dirti quello che pure già ho promesso che ti dirò. Ci sono un po' di cose che dovrei tirare fuori, ma la prima è che ho pensieri suicidi. Li ho molto spesso. Ciclicamente ho momenti bui di depressione, anche in momenti in cui non dovrei averli. E mi sento anche in colpa, per questo motivo - perché sto bene, ho una vita finalmente soddisfacente, tante possibilità che la maggior parte della gente si sogna. Ma sto così lo stesso, ogni tanto. Ci sono momenti in cui non mi va di fare niente, e anche alzarsi per farsi da mangiare è faticoso. Ho dei mal di testa invalidanti che si traducono spesso anche in sensazioni di nausea costante. E ho questi pensieri suicidi. In realtà sono abbastanza sicuro che questi resteranno soltanto questo, dei 'pensieri'. Perché non lo farei mai. Non con persone al mondo che mi vogliono il bene che mi vogliono. Non potrei mai far questo a loro. Mai. Perché so che se sono davvero triste, loro per me ci sono e ci saranno sempre. Però non sento di poter parlare a loro di quanto triste mi sento... con questa frequenza. Così semplicemente mi rifugio in questi pensieri. A volte mi aiuta, pensarci. In positivo. Davvero. Perché mi ridimensiona un po' la situazione. Mi fa pensare alla devastazione che una decisione così tremenda comporta. E il resto dei miei problemi si riallinea un po', si rimette alla giusta prospettiva, non so se mi spiego. Però questi pensieri comunque mi occupano la mente, e sento che non è bello. Ah, e poi volevo dire che secondo me io comunque alla fine morirò per eutanasia. Ma tra un sacco di tempo, eh. Quando sarò molto vecchio, e sarò molto solo. Non avrò più nessuno a supportarmi, quelle persone che so che mi vogliono bene, nessuno che farò soffrire tanto facendo questa cosa, e allora non ci sarà più niente a frenarmi. No, la vecchietta dell'ospizio non conta. Dai, avevo detto che non facevo il simpaticone. Non mi vedo proprio ad aspettare semplicemente che la morte arrivi, invecchiando. Non c'è proprio motivo. Me ne vado quando mi va, semplicemente. Quando non c'è più granché da fare. Che poi, mah... magari non lo farò nemmeno in questo caso, ma il solo pensiero di poterlo fare, l'onestà intellettuale del poter almeno considerare la cosa, mi fa stare bene. Però sì, penso che mi piacerebbe non arrivare a essere un vecchio rincoglionito completo. Vabbè. Manca ancora tanto, comunque.
Grazie per avermi ascoltato. Potrei approfittare di te anche altre volte. Uff. Che momentaccio. A presto..."
"Ideas are so beautiful and they're so abstract.
And they do exist someplace.
I don't know if there's a name for it.
And I believe they exist, like fish.
And I believe that if you sit quietly, like you're fishing, you will catch ideas.
The real, you know, beautiful, big ones swim kinda deep down there so you have to be very quiet and, you know, wait for them to come along.
If you catch an idea, you know, any idea, [...] it wasn't there, and then it's there!
It might just be a small fragment of, like I say, a feature film, or a song, or a lyric, or whatever, but you gotta write that idea down right away.
And as you're writing, sometimes it's amazing how much comes out, you know, from that one flash.
So, you get an idea and it's like a seed.
And in your mind the idea is seen and felt, and it explodes like it's got electricity and light connected to it. And it has all the images and the feeling.
And it's like in an instant you know the idea. In an instant.
Then, the thing is translating that to some medium. It could be a film idea or a painting idea or a furniture idea, it doesn't matter.
It wants to be something. It's a seed for something.
So, the whole thing is translating that idea to a medium. And in the case of film, it takes a long time and you always need to go back and stay true to that idea.
[...] The film is the thing. You work so hard, you know, after the ideas come, to get this thing built, all the elements to feel correct, the whole to feel correct, in this beautiful language called cinema."
(David Lynch)
Ognuno gestisce le proprie emozioni a modo suo.
In particolare, io ho sempre questa cosa con il dolore. Non riesco a ignorarlo, lo stuzzico continuamente con il dito fino a dissanguarmi. Anche quando fa male metterci il dito sopra, spingo, faccio pressione. Deve uscire tutto. A costo di stare male.
Da un lato è massacrante, dall'altro, quando è finito, è finito.
Non credo sia un modo che i più definirebbero sano di affrontare il dolore.
Eppure, nello scavare nella ferita, in qualche modo provo piacere.
Non perché mi faccia piacere provare quel dolore, ma perché mi sento vivo. Non sono riuscito a identificare esattamente cosa mi faccia sentire vivo in questo processo, se il rivivere quel dolore o il processo stesso di tentare di tirarlo fuori. Resta il fatto che nei momenti di pausa che mi concedo da questi momenti, come a dover rifiatare dopo una battaglia, provo per davvero qualcosa di simile alla soddisfazione.
Ogni tanto credo di aver vinto una guerra e poi trovo ancora qualche superstite sfuggito al massacro, lo Sharkey di turno. E allora si ricomincia.
Però ogni tanto mi viene il pensiero. Non sarebbe un po' triste, il mondo, senza alcun cattivo rimasto?
Credo che dopo tanti anni tu rimanga la mia Custode.
Sei Custode Unica di un tempo per me importantissimo e bellissimo. Sei la sola con cui l'abbia veramente condiviso, e accogliendomi nel tuo mondo mi hai mostrato cose e fatto vivere emozioni che non tutti hanno la fortuna di godere. È stato un mondo non sempre facile, ma mi piaceva tantissimo, lo sentivo davvero mio. Spesso penso se quella non fosse la mia dimensione e se un giorno non possa davvero tornarci. Sei l'unica, al giorno d'oggi, che sappia cosa sia stato per me quel tempo. Non c'è nessun altro con cui possa ricordarlo. Eppure sei lontana.
Quei tempi sono in una gemma d'ambra, come sempre avviene quando subentra la nostalgia. I ricordi non cambieranno mai, resteranno un momento magico... e saranno per sempre, inattaccabilmente vincolati al ricordo con te.
A volte quasi vorrei che non fosse così. Prendere un bel piccone e rendere meno perfetti quei ricordi - perché sono così perfetti che a volte fa male per quanto sono belli e quanto fanno ancora, sempre, sorridere.
A me piace ancora parlare con te, sono felice di sentirti sempre determinata. Ma è difficile parlare solo del più e del meno. È come restare a galleggiare sulla superficie del mare con la muta da sub. Vorrei andare in fondo, vedere le bellezze che so che si celano sotto le acque - le ho già viste ed è stato un panorama mozzafiato.
Invece devo accontentarmi di restare a galla. È giusto così. È questa la mia croce, ora.