sabato 6 agosto 2011

Grace for Drowning

The title comes from stories of people who’ve had near death experiences, particularly with drowning. They say that when you’re drowning, and after the struggling, there’s a period where you almost get into a state of calm. Or grace, like a peace comes over you. 
Apparently when you die from extreme cold as well, the same kind of thing happens. And I like that as a kind of metaphor for life. 
Without getting too pretentious, in a way, I feel like we’re all drowning. Life is such an intense experience these days and it feels like we’re all drowning to a certain extent in the stress and speed of modern life. I feel like as I’ve gotten older I’ve reached this point of almost a state of grace and I don’t really care anymore. I don’t care what people think about my music or if I dress right for other people.


It’s almost like reaching a state of peace, but I’m still drowning, obviously. We all are. It’s that kind of sense of grace of not caring anymore.
(Steven Wilson)

domenica 19 giugno 2011

Arrocchi e debolezze

Proprio qualche giorno fa stavo pensando come persino le mie debolezze siano di gran lunga più forti di me.
Quando in mensa a pranzo è comparsa una torta al cioccolato, me ne sono presa una fetta intera. E quando ho visto che il mio aitante amichetto non avrebbe finito la sua, di fetta, beh, ho preso anche quella metà rimasta della sua fetta. Sarebbe tutto anche molto simpatico, se non fosse che sono intollerante alla cioccolata!

Ma sono anche convinto di una cosa.
Specialmente quando mi guardo allo specchio e mi vedo sulla faccia quei segnacci rossi che l'amata cioccolata mi infierisce.

(Meno male che adesso che è praticamente estate la gente pensa che sia l'aver preso il sole...)

Anche se non fai una mossa decisa a ogni turno col pedone, puoi sempre usare l'arma segreta dell'arrocco.
Due mosse in una.
Del re e della torre.
Mica pizza e fichi.
Mica Rihanna e le Pussycat Dolls.
No, no.
George Harrison e Clarence Clemons.
E poi vedi come le cose cambiano veramente.

Cambiando discorso, l'altro giorno a "Che Tempo Che Fa" c'era un tizio (non mi ricordo neanche chi fosse) che diceva come un certo tipo di prosa fosse noiosa. Quella che spiega tutto, in particolar modo.
In effetti ha ragione: il bello è proprio nel filtraggio e nell'interpretazione di un qualcosa che hai davanti, il processo del "capirlo", del "farlo tuo", in base alle tue esperienze e alle tue sensazioni.

Ecco: allora non vi spiego una mazza di quello che ho appena scritto.
Oh.
Arrangiatevi.
Anche perché ancora mi mangio le unghie, se ci penso.
Se ne riparla, credo, a Settembre.
Sono in fibrillazione.
Stai a vedere che mi sono svegliato per davvero?
Naaah...

PS
Ho cominciato anch'io a girare con un quadernino in tasca. Quest'estate non so se avrò modo di scrivere qui, ma il quadernino ha già la sua dose di inchiostro dentro, e come ogni tossicodipendente che si rispetti, ne vuole ancora.
Ho intenzione di dargliene, ma senza rendergli le cose facili.
Devo dimostrargli che sono io che ho in pugno lui, e non il contrario!

Buona estate a tutti!

mercoledì 11 maggio 2011

B-Side

Oggi è una giornata molto importante.
Ho deciso infatti che scriverò qui sul blog quello che veramente penso di me, quello che di me non mi piace e vorrei cambiare.
Perché? Boh, non lo so, oggi mi gira così.

Il punto di partenza è che mi ritengo fondamentalmente una persona triste.
Sto benissimo da solo.
Non ricordo l'ultima volta che sono stato davvero felice per qualcosa che abbia fatto io. Forse è stato agli esami di terza media. Riesco a essere felice soltanto con gli altri, per gli altri e in relazione agli altri.
Forse l'unica cosa che mi abbia mai fatto davvero sentire realizzato come persona è proprio questa: fare qualcosa per qualcun altro.

... Ho cominciato a farlo intorno ai 16 anni. Devo ringraziare (e non ringrazierò mai abbastanza) un certo gruppo di persone, per questo.
Prima, facevo tanto il cervellotico, mi piaceva farmi passare per cinico, senza che sapessi cosa mi stessi perdendo. Non essendo nessuna delle due cose, ci sono stato anche abbastanza male. Sarà per questo che oggi i cervellotici e i cinici sono i personaggi che più randellerei volentieri, dopo i politici!

Ho un senso dell'autocritica assolutamente devastante, per cui non riesco mai a essere felice per qualsiasi cosa derivi da me stesso. Per fortuna, ho una stima di me talmente alta che le due cose si compensano abbastanza bene.

Se lo faccio per altri, sono pronto a rischiare.
Se devo farlo per me stesso, se non ho nessun altro per cui farlo - e quindi nessuno al mio fianco - se la cosa riguarda me e solo me, ecco che non rischio più.
E' così più bello fare qualcosa con qualcuno e per qualcuno, che vale tutto l'impegno e tutti gli sforzi in più.
E per quanto riguarda me stesso?

Non so se il mio problema sia il non scendere mai a patti col mio ego, o se invece col mio ego ci scenda continuamente a compromessi. Per dirlo bisognerebbe capire se il mio ego sta dalla mia parte o no.
Sta di fatto che butto al vento qualsiasi situazione a me favorevole.
Cose che mi piace fare, rapporti con persone speciali, ragazze (sì, sono una categoria a parte), ho una dote speciale per finire col compromettere sempre tutto, nei modi più squallidi, per cause che non capisco. Chiedere scusa? Ovviamente no, è un compromesso che non mi riesce. Mi è riuscito una volta sola, anche poco tempo fa. Spero possa essere un punto di partenza.
Chi mi rimane vicino è solo chi ha davvero tanta pazienza.

Solo in questi momenti sento un po' di sollievo. Quando faccio qualcosa per qualcun altro, qualche volta (spesso) quando sto con queste persone pazienti, che sono molto poche, quando sento musica.
E quando scrivo.

In ogni caso, non sono mai riuscito e non riesco ad aprirmi nemmeno con queste persone che hanno davvero tanta pazienza.
Sembra che io preferisca sempre mantenere i miei rapporti con gli altri ad un livello di superficialità infinita. Li tengo a distanza, perché non scavino davvero dentro me.

Non ricordo neanche l'ultima volta che di mia spontanea volontà ho davvero parlato di un qualche mio problema in assenza totale di filtri, senza che non ci fossi costretto da una situazione ormai satura e pronta a scoppiare.
Più facile fare qualche battuta scema.

Fino a qualche tempo fa, ero convinto di amare l'umanità. Oggi non ne sono tanto convinto.
Credo di amare all'inverosimile il potenziale dell'umanità, amo l'umanità a livello ideale, per come potrebbe essere, non per come è.
Non sono sicuro neanche di questa affermazione comunque, quindi per adesso questo punto preferisco lasciarlo in stand-by.

Ma non mi stupirei nemmeno troppo, se fosse così. Sarebbe così tanto da me.
L'ideale. L'astratto. Sempre stato così. Ogni tanto mi incaglio su un qualcosa e mi trasformo, la mia riflessività diventa passività. E mi blocco, non vado avanti.

Ma chiedo lo stesso scusa a tutti voi, disillusi che sapete come va il mondo, disillusi che non ci provate neanche, disillusi che preferite rimanere tristi, disillusi che mi chiamate ingenuo.
Chiedo lo stesso scusa a tutti voi, se invece di rimanere a sguazzare nella merda io provo sempre a vedere, cercare e trovare il lato positivo delle cose, se provo sempre a essere felice, nonostante tutto quello che abbia scritto qua sopra.

Io ho scelto di provare a essere sempre positivo e felice. Non è facile e ha delle controindicazioni. Ogni tanto mi sembra di sbilanciarmi troppo, di perdere quella giusta aggressività che nella vita quotidiana ogni tanto serve, ma ci sto lavorando. Piano piano...

La felicità c'è. La sento, ogni tanto.
Devo solo lanciarmi un po' di più, bloccarmi un po' di meno.
Spero di poterci lavorare. Lo sto facendo da un po' ma non vedo grossi miglioramenti. Mi impegnerò.
Mangiate più verdura, mi raccomando.

giovedì 5 maggio 2011

Coloriamoci un po'...


No, niente guerre di Paintball!
Ecco, quest'anno non ho fatto discorsacci da tirare le somme, però devo dire che sono molto contento di come il blog sta andando avanti. O meglio: sono molto contento dei suoi contenuti...
Di recente, le cose mi sono finalmente apparse agli occhi sotto un'altra luce!
Ogni cosa ha preso un'altra piega!
Un'altra mostruosa, imprevista e spaventosa piega!

Tutto è cominciato quando l'altra sera su Skype ho ricevuto una sonora presa in giro sulla mia "descrizione" che mi ero messo qua (era qualcosa come "Mi piace bere e mangiare, qualche volta sono triste e il resto del tempo sono felice"), ma una roba scritta ANNI FA... Non dico che mi sono vergognato, però diciamo che a rileggerla, faceva un po' sorridere, ecco...

(La frase è stata immediatamente sostituita dalla più attuale "Eat more vegetables!")

Da lì sono passato a scorrere tutta un'altra serie di cose "laterali" del blog, cose come "MI PIACE..." e "ODIO..." sono assolutamente datate, altre cose sono da aggiornare assolutamente, come i libri preferiti, mentre altre ancora da cancellare totalmente dalla faccia della terra, come la top list dei concerti più belli a cui sia stato - come faccio a fare una classifica del genere oggi???? Ecco un modo perfetto per farmi andare in bomba il cervello!!!

E insomma, credo di aver capito che sì, i contenuti sono importanti, e ho davvero riempito il blog di grossissime riflessioni - a oggi ne ho fatte di tante altre che non vedo l'ora di scrivere - ma qui manca qualcosa!

Di quello che sono io a livello umano non c'è praticamente niente! 
Voglio personalizzare di più questo mio spazio, dargli quel po' di colore che mi rende davvero "me stesso", e al di là di menu laterali (penso che quelle robe tipo "MI PIACE" e "ODIO" le cancellerò subitissimo) questa cosa voglio farla con dei post.

Ho in mente qualcosa. Ovviamente ha a che fare con la musica.
Penso che nella vita di ognuno ci siano quelle canzoni che rimangono impresse.
Mi sono accorto che molte canzoni mi richiamano dei periodi della mia vita in maniera così forte da farmeli quasi rivivere: più che "richiamano", dovrei dire "rievocano", rende molto l'idea. Partono quelle note, e non sono più io "oggi", sono io qualche giorno/settimana/mese/anno fa, ed è divertentissimo quello che succede mentre il mio "io" di oggi riguarda questo vecchio io che salta fuori, ancora ingenuo e un po' fesso.
Fermandomi un po' a pensarci, non esiste un "momento chiave" della mia vita che non sia inevitabilmente legato a una "boa" come canzone.
Purtroppo non è quasi mai una canzone scelta volontariament da me! Metto le mani avanti, certe cose non avrei mai voluto vederle su queste mie pagine, ma tant'è! Il bello è anche questo.
Viene fuori una specie di colonna sonora che un regista un po' pazzo ha deciso che dovesse andar bene per la mia vita. Chissà se alla fine sarà una colonna sonora di qualità o no?
Posso anticiparvi, per esempio, che questo regista ha voluto metterci anche Britney Spears. :-)

Insomma, l'idea è quella di scavare un po' e farsi largo dentro per tirare fuori queste canzoni e questi ricordi, per poi fare questo confronto di... ego!

... E la cosa straordinaria è che praticamente nessuna delle canzoni che mi è venuta in mente finora coincide in alcun modo con i post già scritti qua dentro! Chissà come mai?!??!

Se c'è qualcuno che legge queste pagine, eh, vi suggerisco di spizzare la cosa.
Come niente vedrete il vostro nome comparire tra le righe (ovviamente rispetto la vostra privacy e non lo scriverò mai apertamente...) e come per magia scoprirete che fate parte dei ricordi più belli e limpidi che abitano quel vuoto cosmico che è il mio cervello... magari ricorderemo anche un qualcosa che abbiamo condiviso insieme!

Tutta la sera che ci penso, ho già una bella lista, e soprattutto mi sono divertito tantissimo a ricordare tante cose! Provate a fare anche voi qualcosa del genere, non può che farvi bene!

Ci vediamo al prossimo post di questo tipo, allora: non seguirò nessun ordine, né cronologico, né alfabetico, né di importanza... come viè, viè!

Ciao ciao!
Franz

sabato 16 aprile 2011

Atac = Parnaso?

Ormai i trasporti pubblici stanno diventando sempre più luogo di insegnamenti di vita.
Ovviamente non mi soffermerei mai a scrivere un post su quello che penso vedendo la gente in stato comatoso mentre è buttata sul sedile della metro o mentre fissa altre persone che salgono sull'autobus.

Perché, generalmente, sono sempre io che guardo e traggo le mie conclusioni.

Oggi è successa una cosa diversa.

Ero in cuffie ad ascoltare l'iPod, non ricordo bene cosa, ma qualcosa di discretamente carico.
Mi metto in coda, e alla mia destra ci sono sedute due mamme. Alla mia sinistra un po' più in là, dietro le porte, due bimbe tra i 9 e i 7 anni.

A una certa vedo che la più piccola delle bimbe ride!
Non ci faccio troppo caso, preso dal caricume delle cuffie, però poi noto che anche le due mamme (saranno state due mamme, poi? Boh) ridono. Stanno a dirsi qualcosa con le bimbe.
Pausa nella musica, non parlano italiano, per cui non si preoccupano di abbassare la voce.

Dopo un po' di vaghi sguardi interrogativi all'una e all'altra coppia di signore (gli sguardi si distolgono, ma mai alla rapidità giusta), capisco che alla bimba più piccola fa ridere come tengo le cuffie nelle orecchie!!! E lo sta dicendo alla sua amichetta e alle due mamme!!! L'amichetta si piega dal ridere come la più gnoma, le due mamme sono un po' più accorte ma sembrano alimentare la cosa.

Allora... mi metto a toccarmi le cuffie, guardando da un'altra parte, mettendomele in maniera sempre più buffa e scema nelle orecchie. E le bambocce giù ancora a sghignazzare di più...

Una volta avrei fatto capire di aver capito, magari avrei lanciato occhiatacce poco divertite alle mamme, stavolta invece mi sono reso ancora più ridicolo.
Invecchiamento precoce?
Morte dell'orgoglio?

Chissà...

:-)

lunedì 4 aprile 2011

Perché l'Arte?

Ancora una volta Facebook è spunto di riflessioni e belle sensazioni. E pensare che c'è gente che ne parla così male! Insensibili!
Tutto nasce da uno stato di Francesco P., un ragazzotto sveglio e molto, molto in gamba.

Francesco P.
"Perchè scrivere qualcosa , se quel qualcosa non comprenderà mai Tutto ciò che vuoi dire davvero ?
Ogni frase da sè , se non è inserita in un contesto ben chiaro ed ampio , manca di rilievo , di valore . Siamo noi a scegliere cosa dire , in modo incompleto , ma lo diciamo ugualmente . Anche questo semplice monologo, preso isolato ,  non ha valore .. quindi , perchè scrivere?"

Praticamente senza accorgermene, mi sono trovato a commentarlo.

Francesco S. "Per lasciare un'impronta di noi: siamo stati qui e ci siamo sentiti così. Forse sono gli unici messaggi che potremo mai riuscire a fermare nel tempo :-)"

Mmm...
Dovrei decisamente cominciare a scrivere più spesso da queste parti, anche solo vaghi pensieri.

PS
In bocca al lupo Francesco P., mi ricordi Francesco S.... anche se non so bene perché usi questa punteggiatura bizzarra... 'zzi tuoi!

giovedì 17 marzo 2011

Listen to some wonderful music NOW!


OMMIODDIO m'è preso.
OMMIODDIO M'E' PRESOOOOOO
Uno di quei momenti di buonumore pazzesco, diciamo ridicolo, in cui tutto brilla, in cui hai voglia di mettere diecimila punti esclamativi alla fine dei messaggi che scrivi e non te ne frega niente di apparire stupido, in cui ti viene voglia semplicemente di abbracciare tutte le persone a cui vuoi anche solo un pelino di bene, ecc, ecc, ahhhhhhh!!!

1) Non contate con i secondi: da oggi contate con i respiri.

2) VOGLIO UNA PISTOLA AD ACQUA!!!!!!

Ahhhhh!!!!!! Adesso mi ammazzo di patatine fritte evvaiiiiiii!!!!!

Questa è solo l'ennesima prova che non hai per forza bisogno di qualcuno per stare bene: tu sei la cosa più bella che hai, goditi e abbiti sempre in cura baby! Buttati e lascia poco tempo per i rimorsi! Quando ti senti così, secondo me sei in grado di fare davvero qualunque cosa. E qualunque cosa ti riuscirebbe. Tipo la Felix Felicis di Harry Potter.
Per esempio, per caricare l'immagine qua sopra avrei dovuto cercarla da una mia cartella con una marea di altre immagini, tutte che come nome hanno diecimila NUMERI diversi. E invece l'ho beccata al primo colpo!
Non è facile essere sempre felici. Però se provi ad esserlo sempre, viaggiando, usando i colori, allora vedrai che i picchi come lo stato di esaltazione di questo post li raggiungerai molto più di frequente!

Perciò.............

Adesso andrò a soffiarmi il naso, per cominciare!
Poi vediamo!

martedì 1 marzo 2011

Grazie

 How 'bout getting off these antibiotics
How 'bout stopping eating when I'm full up
How 'bout them transparent dangling carrots
How 'bout that ever elusive kudo

Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you, Thank you silence

How 'bout me not blaming you for everything
How 'bout me enjoying the moment for once
How 'bout how good it feels to finally forgive you
How 'bout grieving it all one at a time

Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you, Thank you silence
 (Alanis Morissette, Thank You)


Nella top 10 dei momenti più belli metterei anche quando sai che il futuro ha da parte per te qualcosa di estremamente gradevole ma tu non hai per nulla fretta che arrivi perché anche il presente non ha assolutamente nulla da invidiargli - anzi, forse il futuro un po' si scoccia di non essere già qui.
E il passato?
Ah, a lui non frega niente.

sabato 12 febbraio 2011

The Crossway (Parting & Gathering)


 (Scritto con questa di sottofondo, calza in maniera devastante)

Non lo so come mi è pigliata, boh.
Ci sono quei momenti in cui ti senti "più vicino" a quello che ti circonda, no?
Succedono e basta.
Provocati da una parola, da un rumore, da un pensiero, da un brivido.
So che mi sono ritrovato davanti al computer per spegnerlo, e come al solito è arrivato il tragico momento di chiudere questa stracazzo di pagina di Facebook.
E che ci vuole?
Col cavolo: che poi lo sapete pure voi, non sarà mica così solo per me, spero.
Niente, cominci col dare un'occhiata alla tua bacheca, poi passi alla home e vedi gli ultimi pensieri di tutti... più e meno intelligenti.
Poi c'era Federica che fino a "poche ore prima" compiva gli anni.
Allora sono passato a cliccare sul suo profilo.
Poi ho visto da lì un'altra pagina di un'altra persona che conoscevo.
E ho cliccato anche lì.
Poi sono finito sulla pagina di Giulio.
E poi di Ale. Da lì a un paio di foto.
(... Un grazie soprattutto alle chitarre.)
Sempre più veloce.
I click sono diventati sempre più veloci, vorticosi, e senza un vero senso.
All'improvviso ho avuto un bisogno tremendo di vedere gli sguardi.
Sguardi di chi?
Non lo so. I loro.
Avrò visto un sacco di facce dei miei contatti. Velocissimo, senza neanche il tempo di soffermarmi. 
Quelli che ho visto mi sono andati benissimo.
Sembrerà quasi qualcosa di maniacale, a leggerlo. Invece è stata una cosa naturalissima, scioltissima, liscissima...
Mi sono sentito come su un treno che va alla velocità della luce e capace di raggiungere un po' qualsiasi posto senza bisogno di rotaie, mentre gli altri semplicemente vivono facendo cose senza accorgersi che sto solo guardando i loro occhi.
Mi sono venuti i brividi nel vedere tante facce in così poco tempo.
Alcune erano sorridenti, altre riflessive, altre sarcastiche, altre ancora tristi.
Era un po' come se li vedessi tutti per la prima volta.
Come se leggessi in quegli occhi qualcosa che fino a poco tempo prima non riuscivo a leggere.
Come se mi rendessi conto all'improvviso, come con una scossa, che loro ci sono esattamente come ci sono io, che provano quello che provo io, che siamo la stessa, identica cosa.
E un pensiero costante, che cresceva: "ma va che faccia bella che è???"
Ho sentito da morire quella sensazione. La sensazione di gente che vive la propria vita mescolandosi con altra gente che vive la propria vita.
Tanti viaggi che si fondono insieme.
Ci si incrocia sulla metro e poi chissà.
Si commenta un post su un blog e poi hai visto mai.
Si vede una cavalletta e poi oh.
Non è estremamente bellissimo, tutto questo????
Tutti con le nostre emozioni ci incrociamo e non sappiamo cosa ci sarà successo la prossima volta che ci incontreremo!
Io, stasera, vedendo tutte queste belle facce, mi sono sentito bene.
Non mi sono sentito solo.

Ho sempre adorato all'inverosimile camminare in montagna e sentire un fortissimo legame con la natura. E allora mi sono sempre chiesto perché cavolo adori all'inverosimile anche camminare per la città, di notte, quando in teoria siamo all'esatto opposto.

Credo di avere una risposta, stasera.

Ahahhah! Mi sono così emozionato, per 'sta mezza scemenza...

Vi voglio bene. Non a tutti: a quelli che hanno le facce belle, solo.

Vorrei starti vicino. Più vicino. Uffa...

PS
Non so neanche da dove cavolo viene il titolo anglofono... è scritto tutto di getto, quindi neanche ci provo a pensare un titolo migliore.

PPS
Ora che sono finiti gli esami, posso dedicarmi a un post qua su cui sto lavorando da mesi. Non vedo l'ora.

PPPS
I prossimi giorni saranno qualcosa di rovente, in generale.

PPPPS
Male che vadano i prossimi giorni, Marzo non ci deluderà, ne sono sicuro :-)

Buonanotte.
Sì, avete capito, non a tutti.

domenica 9 gennaio 2011

Senza Titolo 8

Doveva essere l'ultimo, e invece...

Ágætis Byrjun