giovedì 11 ottobre 2007

Bardi e Canzoni

Now you all know
The bards and their songs
When hours have gone by
I'll close my eyes
In a world far away
We may meet again
But now hear my song
About the dawn of the night
Let's sing the Bards' Song

Tomorrow will take us away
Far from home
No one will ever know our names
But the Bards' songs will remain
Tomorrow will take it away
The fear of today
It will be gone
Due to our magic songs...

There's only one song
Left... in my mind
Tales of a brave man
Who lived far from here
Now the Bards' songs are over
And it's time to leave
No one should ask you for the name
Of the one
Who tells the story

Tomorrow will take us away
Far from home
No one will ever know our names
But the Bards' songs will remain
Tomorrow all will be known
And you're not alone
So don't be afraid
In the dark and cold
'Cause the Bards' songs will remain
They all will remain

In my thoughts and in my dreams
They're always in my mind
These songs of hobbits, dwarves and men
And elves
Come, close your eyes
You can see them... too
(Blind Guardian, The Bard's Song - In The Forest)
Blind GuardianThe Bard's Song - In The Forest

11 Ottobre 2006.
11 Ottobre 2007.
E' passato un anno da quel giorno, un giorno fantastico, che ricorderò sempre come uno dei più belli, emozionanti e soddisfacenti nella mia vita. Non per niente sta anche qua negli elenchi a destra. E no, voi mollaccioni che state pensando a qualcosa di tenero, dolce e amoroso vi sbagliate di grosso. Sto parlando del primo concerto a cui ho assistito, un concerto del mio gruppo preferito in assoluto, un concerto che è stato devastante, grandioso, perfetto. Insomma, miglior inizio non poteva esserci.

The Bard's Song - In The Forest è forse l'unica canzone che possa prendermi in qualunque momento, di qualunque umore io sia, e spesso mi chiedevo quale grande avvenimento me l'avrebbe fatta postare sul blog. Nessun avvenimento sarà mai all'altezza, anche se in effetti no, è più giusto dire che non ci sarebbe occasione più azzeccata e giusta che proprio un concerto dei Blind Guardian.

Un anno dal loro concerto, tanto di più da quando li ascolto. So solo che devo ringraziare ILARIA per avermi introdotto al loro mondo. Ormai sono una parte della mia vita, siamo uniti per sempre, e se il discorso vi sembrerà esagerato "solo" per un gruppo musicale, allora non sapete quanto fondamentale sappia essere la musica.

Per "festeggiare" l'anniversario, riposterò qui il vecchio resoconto che scrissi... il 12 Ottobre 2006, subito dopo essere tornato a Roma dal concerto di Firenze, pieno di entusiasmo per aver visto dal vivo i miei idoli. Hai visto mai, dovessi perdermelo, potrò sempre rigurdarmelo qui...

Up the Guardians!

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Concerto favoloso.

Parlo come in telegramma perché sono stanco morto!

PORCODIQUELGIUDABALLERINOLADROEANCHEDIQUELCAIMANOTIBETANOCHEOGNITANTOCITO.
GNARF.
ODDIOOOOOOOH.
CITO UNA FRASE CHE DA NOI E' STATA RIPETUTAMENTE DETTA: "SE DIO ESISTE, STASERA HA SUONATO SU QUEL PALCO".

Prima di lasciarmi andare del tutto alla frenesia, che comunque ho avuto modo di smaltire, essendo tornato a casa un'ora fa da Firenze, vi faccio una versione Twisteriana delle Cronache di Firenze.

SETLIST:

1) War of Wrath
2) Into the Storm
3) Born in a Mourning Hall
4) Nightfall
5) The Script for my Requiem
6) Fly
7) Valhalla
8 ) Time Stands Still (At The Iron Hill)
9) A Past and Future Secret
10) Bright Eyes
11) Lost in the Twilight Hall
12) And Then There Was Silence

-------- ENCORE --------

13) Welcome To Dying
14) Another Stranger Me
15) Imaginations From The Other Side

-------- ENCORE --------

16) The Bard's Song (In The Forest)
17) Mirror Mirror

Va detto che mi sto riascoltando mentre scrivo la stessa leggendaria setlist di ieri, per darmi un po' di ritmo!

11 Ottobre 2006 - Blind Guardian
Ore 16:06
In perfetto orario da Roma arriviamo a Firenze, io e mia sorella Livia. Sul treno, riconosciamo già qualche compare di concerto, per magliette e per argomenti di cui si chiacchiera.
Scesi dal treno, prendiamo i nostri biglietti dell'autobus.

Sull'autobus vediamo un duo con le magliette dei Bardi, e subito mi faccio avanti per una chiacchierata amichevole, parlando di A Twist in the Myth e della possibile setlist di quella sera.
Uno dei due tizi era un veterano che partecipava ai concerti dei Bardi dal Tour di Nightfall in Middle-Earth, dove, dice, hanno suonato tutto l'album dall'inizio alla fine!
Più fermate facciamo, più adepti si aggiungono al nostro gruppo, fino a che occupiamo tutto lo spazio intorno all'autista.
("La mia preferita è Journey Through the Dark!"
"Speriamo facciano And Then There Was Silence!"
"Secondo me non la faranno mai!"
"Io voglio Into the Storm e Mirror Mirror come opener e closer!")

Ore 16:34
Lasciamo i nostri amici che poi reincontreremo al Saschall e ci dirigiamo all'Hotel Arno Bellariva dove alloggiamo. Gettiamo gli zaini sul letto, rapida visita al bagno, perché sarà l'ultima prima del concerto, e via!
Gentilissimi i tizi dell'albergo, davvero una piacevole visita.

Ore 17:00
Arriviamo al Saschall. Ritroviamo i nostri amici dell'autobus al cancello, che ci informano che la fila è già iniziata e loro non vogliono infilarcisi ora. Naturalmente io sono del parere contrario e mi trascino la povera sorella dietro.

La fila si prospetta lunga. L'apertura delle porte, sul biglietto, è segnata alle 19, e noi siamo soli, circondati da grossi omoni pelosi, alcuni ricoperti di borchie fino ai denti!
Mi arriva un messaggio di un altro patito Bardo di un forum, Micheal, che sta li da un po'. Gli scrivo che sono arrivato in fondo alla fila, che comunque non era troppo, troppo lunga.
Non riusciamo a vederci, pur essendo a pochi metri di distanza.
Gli scrivo: alza le braccia e girati indietro!
In quel momento tre persone si girano indietro e alzano le braccia
...
Manco a Gatto Silvestro.
Dopo un po' tutti e tre hanno abbassato le braccia e solo uno si volta. Spero di avere un minimo di fortuna, lo saluto, e lui ricambia. SPERO che sia lui, per quanto ne abbia visto solo mezza fronte, in mezzo a tutta la folla.

Un po' piratescamente, in mezzo a sguardi truci di terribili e agguerritissimi metallari (comunque sto ingigantendo la scena apposta, eh), vado avanti nella fila per rintracciarlo.
Ad un certo punto non riesco più ad andare avanti, ma sono lo stesso ad un buon punto.
Allora gli riscrivo (sì, ho speso molti soldi in modo stupido) che ero più avanti e che mi sarei guardato attorno.
Aspetto, e niente.
Davanti a me un tizio si agita e un po' mi chiedo perché non si sta fermo, tanto la fila è quella.
Mi guardo intorno e niente.
'Sto tizio davanti a me si agita.
Noto che ha davanti un cellulare.
...
Manco a Gatto Silvestro.

"Ciao, scusa, tu aspetti qualcuno?" faccio io.
"Ma tu sei di un forum?" fa lui.
"" faccio io.
"Che forum?" fa lui.
"Balamb Forum" faccio io.
"Che nick hai?" fa lui.
"Sephiroth" faccio io.
E poi mi salta addosso. Era proprio Micheal.

Ore 17:30
L'ora non è di molto migliorata, sono solo le 17:30, ma almeno adesso abbiamo una persona in più con cui chiacchierare. E man mano, istintivamente, si aggrega a noi qualcun altro.
Il primo è un tizio il cui nome vi svelerò in seguito per non rovinarvi una sorpresa, aggregatosi udendo discorsi di Lucca e Romics. Romano, aveva partecipato alla fiera di Roma facendo il cosplay di Cid Highwind. Gioendo dell'amore comune per Final Fantasy, ci scambiamo i contatti MSN, anche per scambiarsi dati multimediali post concerto.
Mi salvo il suo indirizzo, che iniziava con mynameismarco.
Subito dopo, attentissimo, gli chiedo: "OK, e qual è il tuo nome, così ti salvo?"
...
Manco a Gatto Silvestro.

Ma il gruppetto non ha ancora finito di trovare alleati. Una simpatica e anche carina ragazza ci chiede che ore erano. Serena veniva da Palermo, e aveva pure paura dell'aereo, ma per raggiungere i Bardi aveva deciso di tentare il tutto e per tutto lo stesso. Temeraria.

Lei faceva parte di un gruppo di tre o quattro persone, e ogni tanto uno dei suoi amici veniva a parlare con noi, ma generalmente siamo stati io, Livia, Micheal, Marco e Serena. Chiacchieriamo dei Bardi, possibili setlists (il sogno di Serena era che facessero Frutto del Buio), eccetera.

La fila viene poi spessissimo autovivacizzata.
Per primi partono i cori di The Bard's Song (In The Forest).
Cantiamo l'ultimo refrain e il finale, per poi esplodere in un boato neanche ce l'avessero suonata davvero, e dopo aver fatto tutto da soli, esplodiamo in cori furenti. "Guardian! Guardian! Guardian!" senza pietà.
Dopo aver fatto circa tre o quattro volte The Bard's Song, è anche la volta di Valhalla (fatto partire da me e Micheal) e Lord of the Rings, seguiti da cori "Guardian! GUARDIAN!"
Serena riesce persino, con l'aiuto dei suoi amici e di noi, a far cantare Frutto del Buio.

E il tempo vola.

Ore 18:45
Dopo numerosi cori di "APRI! APRI!" o "MUORI! MUORI!" gridati a chi disgraziatamente passava davanti alle porte del teatro (memorabile anche quando qualcuno strappa un cartellone di Piero Pelù per rivelare sotto quello dei Blind Guardian, un "OLE'" a ogni pezzo strappato), finalmente ci aprono. Ressa, è dura, ma resistiamo agli attacchi da dietro. Scusate il doppiosenso.
Noi siamo tra i primi. Entriamo, e ci involiamo.
Ci troviamo davanti al palco, in terza fila!
L'entusiasmo ci contagia, ma man mano che la gente arriva, comincia a fare sempre più caldo. Io indossavo soltanto la mia maglietta dei Bardi di Imaginations Through the Looking Glass e dei pantaloni alla caviglia, ma Micheal c'aveva:
1 - la maglietta di A Twist in the Myth
2 - Una sua maglietta bianca di prima (che a questo punto usava come asciugamano per il sudore)
3 - Una felpa (legata in vita, sennò io lo legavo al lettino di una casa di cura)
4 - Pantaloni lunghi
Mi chiedevo come facesse a non sciogliersi.

Ogni tanto il pubblico si galvanizza cominciando a cantare The Bard's Song e Valhalla, ma il locale comincia a riempirsi e comincia a fare davvero caldo. Neanche è iniziato il concerto, che qualche cretino avvia il pogo. Resistiamo, è dura, ma resistiamo. Ci allontaniamo un po', ma resistiamo.

Ore 20:10
Finalmente, forse prima del previsto per sperare di calmare le acque, si spengono le luci.
Sul palco troneggia il logo degli Astral Doors, e la band svedese di spalla ai Bardi parte subito con un pezzo rockish, non troppo fast, come magari mi sarei aspettato.

In terza fila si sta strettissimi e sudiamo. E i pogatori non ci danno pace.

Ma gli Astral Doors, comunque, non sono male. Il cantante anzi m'è stato simpaticissimo, ahah!
Magari mi documenterò a riguardo, non ho mai sentito niente di loro, ma alcuni tizi della combriccola che li conoscevano hanno detto che hanno suonato pezzi poco belli dei loro.

Oltretutto, hanno tutta la mia compassione.
Mi immaginavo che essere una band di supporto avesse lati negativi, del tipo, la gente non viene a sentire te per forza, può anche non aver mai sentito nulla di tuo, e la tua performance con l'inizio del gruppo principale sarà spazzata via, eccetera...
... ma qui si raggiungevano punte proprio di maleducazione che mi davano fastidio, anche perché appunto, per quanto ovviamente volessi i Bardi, gli Astral Doors non mi dispiacevano, e il cantante mi stava troppo simpatico!
Del tipo, finita una canzone, gente che diceva in Italiano: OK basta andate a casa! E fin qui ok.
Ma finita la canzone, col cantante che ci fa segno di OK, che alcuni facciano partire cori "Guardian! Guardian!" è meno bello. Razz

Alla fine anche gli Astral Doors fanno il loro tempo e se ne vanno.
Nel frattempo ci ha raggiunto Cesare, altro amico Bardico di un altro forum, dopo aver girato Firenze col padre e aver scazzottato a lungo per raggiungere la terza fila. Dopo la mezz'ora degli Astral Doors ci ritroviamo tutti e quattro assieme (Marco e Serena erano dati per dispersi dal pogo, rimanevamo quindi io, Livia, Micheal e Cesare), e capiamo che non è aria.
Per quanto mi dispiaccia, abbandoniamo le prime file.

Cerchiamo a lungo un posto decente, cosa resa un po' difficile dal fatto che ormai il teatro s'è riempito, ma alla fine lo troviamo. Posto un po' indietro, ma visuale ottima, e si stava molto larghi. Alla fine del concerto ne saremo soddisfattissimi.

Nel frattempo, per recuperare un po' di energie dal calore del pogo e dal sudore, ci prendiamo da bere.

Ore 21:00
Puntualissime, le luci si spengono.
La folla, se un attimo prima era intorpidita, va in delirio.
Si odono a malapena certi rumori di sottofondo, che ognuno di noi conosce a memoria.
Boato iniziale è quando si sente la voce di Sauron. E' proprio la nostra Intro preferita: WAR OF WRATH.
"The field is lost." un signor boato che farebbe impallidire quello del CD Live.
Dopo essersi ripreso, il pubblico continua a parlare sui toni di Sauron e Morgoth.
"Everything is lost. The black one has fallen from the skies, the towers in ruins lie. The enemy is within... everywhere! And with him the light! Soon he will be here. Go now, my lord, while there is time. There are places... below!"
E, cosa divertentissima, se "doppiando" Sauron tutti usavano la loro voce normale, ora tutti la abbassano per fare il ben più cupo Morgoth.
"And you know them too. I release thee, go. My servant you'll be for all the time."
"As you command, my king."
Altro boato.
Il pubblico è caldo.
L'avevo anche chiesto a Micheal, lui che aveva esperienza di parecchi altri concerti.
"Ma per te, a primo impatto, questo audience com'è? Nella media, o più alto?"
Lui mi aveva risposto: "Decisamente più alto."
Ma War of Wrath riprende.
Mi si contorcono le budella pensando all'esplosione di energia ancora maggiore che sta per venire.
In realtà un pizzico di indecisione e mistero c'è. Sarà Into the Storm o Time Stands Still?
"I had a part in everything. Twice I destroyed the light and twice I failed. I left ruin behind me when I returned, but I also carried ruin with me. She, the mistress of her own lust."

TUTTI MANI IN ALTO.
\m/_
EH! EH! EH! EH!
ED ECCOLA CHE COMINCIA.
Le luci irrompono nel buio mentre ci raggiungono le potentissime note di INTO THE STORM. Il pubblico si concede pochi istanti per gridare di gioia e goduria.
Alcuni cominciano già a cantare dalla prima strofa, ma il refrain è un qualcosa di speciale a cui nessuno può resistere.

Where can I run?
How can I hide?
The Silmarils, Gems of treelight
Their life belongs to me!

ed è il delirio.
Esecuzione perfetta.
A dire il vero, è qui, subito, che si nota un difetto tecnico dell'audio. Il volume del microfono di Hansi era un tantino basso. Non che fosse un problema, il pubblico non ne era minimamente contrariato. Ma proprio nel refrain di Into the Storm, la voce di Hansi veniva brutalmente tagliata mentre noi dilagavamo urlando come pazzi.

Dopo i primi fantastici momenti, un attimo di respiro, per chi, come me, s'era cantato tutta Into the Storm senza neanche respirare.
Diciamo che sarà la mia inesperienza in fatto di concerti a farmi commettere questo errore: canterò tutto. Proprio tutto. Ogni parola delle canzoni.
Ne uscirò morto, ma questa è un'altra storia.

Il morale è altissimo.
"Buonassera Firenzeeeee!"
"EEEEEEEEEEH!"
"Bello essere tornati ancora in... bella Italia!"
L'italiano di Hansi abbiamo già avuto il piacere di gustarlo in Frutto del Buio, ma qui è davvero esilarante. Farà anche alcuni commenti che non riesco a ricordare con precisione, tutti comunque rivolti a dire che Firenze è una bellissima città.
Ma poi le luci calano ancora.
"... because we're all BORN IN A MOURNING HALL..."

Pochi istanti di esultanza prima che le violentissime chitarre ritmiche del grande Marcus Siepen irrompano senza pietà. Headbanging a tutto spiano. Mani levate. Ritmi contati. Ci siamo.
Hansi è in gran forma, si vede subito. Ma il pubblico vuole soddisfare i Bardi in tutto, e urla il titolo della canzone ogni volta che ce n'è bisogno a pieni polmoni.

I Blind Guardian sono soddisfatti e lo dimostrano.

Hansi nota che il pubblico è in vena di cantare.
"I have something in mind that might fit your beautiful voices. Here comes NIGHTFALL!"

Come ogni capolavoro che si rispetti, Nightfall fa impazzire il pubblico. L'esecuzione, del resto, è magistrale. Questo pezzo alterna momenti dolci e di quiete melodica a vere e proprie esplosioni di furore: mi è partita una corda vocale urlando "I... SWEAR... REVENGE!"

Ma dove tutti urlano a pieni polmoni è nel refrain. Come in Into the Storm, il pubblico è padrone (stavolta Hansi non sta cantando però!).
NAAAAAAA-AAAAAAIT! - FOOOOO-OOOOOOL!
NAAAAAAA-AAAAAAIT! - FOOOOO-OOOOOOL!

Da rabbrividire. Una cosa veramente straordinaria.

Nightfall finisce, e Hansi chiacchiera un po' con noi. Carinissimo e pacioccone come sempre, chiede (non "chiede per favore", chiede con un tono che sa di perentorio!) che non si spinga nelle prime file...

"But just let me tell you one thing, be patient and kind to your neighbour, and do not push the people in the front."

... e se prima quando lo chiedeva l'addetto della regia tutti fischiavano, ora tutti gridano felici.

Tanto per dare un'idea di come la folla fosse tutta sua, senza eccezioni.

Comunque siamo riscossi dal suo grido che lacera i nostri "GUARDIAN! GUARDIAN!"
"You all want to survive this show, is that all right?"
"YEAH!"
"But the show... should be attended, more or less... Agony's... THE SCRIPT... FOR MY... REQUIEM!"
Anche se ufficialmente noi abbiamo sentito solo le parole "the script", poi siamo esplosi e non si è sentito altro.
Tra l'altro ricordo benissimo che io e Cesare ci siamo guardati poco prima che dicesse il titolo della canzone, e quando abbiamo sentito "The script", le nostre facce si sono illuminate, ci siamo tipo indicati con le dita, non mi ricordo, eravamo totalmente fuori, e abbiamo gridato noi "For My Requiem!!!"

L'esecuzione, manco a dirlo, è divina. L'assolo di André ci tiene sul filo del collasso per troppa estasi. Frederik, ovviamente sotto esame, sta prendendo tante di quelle lodi che, lo ammetto, ho anche pensato: "Ma chi ha più bisogno di Thomen?"

Inoltre durante The Script For My Requiem c'è stato un simpatico sipario tra me e mia sorella: per filmare meglio con la macchina digitale, mi era salita sulle spalle prima dell'inizio della canzone. Ma l'inizio di Script è piuttosto forte... quindi mi sono messo a saltare... con lei sopra, che stava per cadere e che mi pregava di smettere, ma io ovviamente per il volume non la sentivo.

E poi tutto scema.
Livia è stanca, fa caldo, ha bisogno d'aria, e si tira un po' indietro per prendere una boccata d'aria fresca.

Io non concepisco come ci si possa allontanare dai Bardi, ma lo fa.
Dopo un po', dovuti ringraziamenti, dovuti cori, Hansi dice:

"The next one is about a guy called Peter Pan."
E qui accade una cosa di cui ammetto di aver dubitato.
C'è un boato.
Fly aveva ricevuto molte critiche. Per quanto io personalmente la adorassi, ad alcuni (Micheal) non piaceva. Invece la reazione del pubblico è stata perfetta.
"Now, please, follow our instructions. We're going to teach you how... to... FLY..."

Se tutte le canzoni precedenti le avevo già comunque sentite in CD Live e DVD, Fly era un'assoluta novità. Sentendo l'intro, mia sorella vola dentro all'istante, e filma.

Ragazzi, Fly live è qualcosa di straordinario. Divino. Superbo. Mirabolante. Non ho aggettivi...
Il bridge, sillabato dal pubblico, ritmato dai battiti di mani di tutte le persone, è stato veramente unico ed emozionantissimo.
"No one*clap*ever*clap*dares*clap*to speak*clap*it's nothing*clap*else*clap*but fantasy*clap*..."
Ora mi chiedo: come farò ad aspettare la release ufficiale di un live di Fly? La voglio risentire ORA!!!

Per darvi un'idea dell'impatto emotivo, è piaciuta anche a Micheal, a cui Fly non piace(va).

Dopo qualche istante di ovazione, Hansi riprende la parola.
"Well, I think we can leave for something like the next six minutes, now." (e il pubblico: NOOO, che scemi)
"Yeah, I know Firenze is a very nice place, but would you come with us in VALHALLA?"

Altra esplosione, ed ecco che parte quella che probabilmente, assieme a The Bard's Song, è la miglior canzone Live del gruppo. Il pubblico lo sa, e urla come pazzo.
L'oltranza non va oltre il minuto e nessuno oppone resistenza quando Hansi conclude. Valhalla è Valhalla: ci siamo tanto esercitati a cantarla e ora abbiamo passato il nostro esame, ma siamo affamati, e vogliamo la prossima portata!

Ormai io, Cesare e Mike scommettiamo su quale sarà la prossima canzone.

"I bet you all would like to help Fingolfin in his battle against the Dark Lord Morgoth..." ESPLOSIONE.
OH, quanto ho goduto in quel momento.
Più tardi un tizio mi dirà che credeva fosse The Curse of Feanor, ma questa con Fingolfin contro Morgoth c'entra poco.
"TIME STANDS STILL..." e poi probabilmente dice anche "At The Iron Hill", ma non lo sento.

L'esecuzione è forse tra le migliori in mezzo a tante perle. Il pubblico è straordinariamente partecipe. Mi guardo attorno, e non ce n'è uno che non abbia la bocca spalancata nel gridare "The fate of us all lies deep in the dark, when Time Stands Still At The Iron Hill".
L'assolo di André è particolarmente perfetto.

Subito dopo, i Bardi si allontanano. Come mai? ci chiediamo. Non è un encore, infatti, ma André e Marcus devono cambiare chitarra, si passa all'acustica.
Hansi prende la parola.

"Let's see what happened to the realm of Avalon... in A PAST AND FUTURE SECRET."

Questa è proprio una sorpresa. Thomen era infatti non solo un bravo batterista, ma anche eccezionale in queste percussioni morbide come in A Past and Future Secret, tanto che molti, sparando a zero sul povero e bravissimo Frederik, dicevano che non sarebbe stata all'altezza, suonata da qualcun altro.
Forse proprio per vendetta personale, A Past and Future Secret riesce in maniera eccezionale. Io, Livia, Micheal e Cesare ci abbracciamo allegramente, facendoci trasportare dalle magnifiche note delle chitarre acustiche, il cui suono viene letteralmente sepolto. Il pubblico canta a squarciagola anche nella parte più contorta della canzone ("Talking about a Past and Future Secret, most call him once and future king"). Splendida esecuzione per una splendida canzone.

A questo punto, pareva strano non averlo fatto prima, si comincia a reclamare.

"MAJESTY! MAJESTY! MAJESTY!"

Hansi si sbatte una mano sulla fronte, André e Marcus ridono. Prima che possiamo andare troppo avanti, Hansi prende subito la parola.

"You're though with that one, hey!" risate del pubblico. "But don't be sad if we don't play it." il pubblico rumoreggia. "Oh, so you're sorry about it? Yeah, I think so. I can see all your shiny BRIGHT EYES..." presentazione eccellente, e improvvisata sul momento, direi!

Bright Eyes è forse, per me, la canzone rivelazione del concerto. Sapevo che era una bella canzone, ma non l'ho mai sentita dentro me così tanto come in quel momento. Anche logicamente, credo. Urlare "BRIIIIIIIGHT EYES! Blinded by fear of life!" a squarciagola è stato bellissimo, ed anche in questo momento il pubblico ha contrastato la bella voce di Hansi.

Credo che nell'assolo di Bright Eyes ci sia anche stato l'unico errore di André. In realtà non so se si trattasse di errore o un suo semplice divertimento nel cambiare le note, dico che potrebbe essere anche così perché comunque suonava bene, ma era un pezzo diverso dall'originale.

Non è ancora finita, ovviamente.

"Now we will see where wandering souls go. They are LOST IN THE TWILIGHT HALL!"

Anche se per un attimo - molto stupidamente, lo so, ma ero alimentato da false speranze - speravo in This Will Never End.
Anche Lost in the Twilight Hall fa la sua figura come classico assoluto. E oltre al refrain, è sempre memorabile la parte del duetto tra Hansi e Kai Hansen, qui ovviamente realizzata solo da Hansi in maniera veramente bellissima.
"I see planets dying,
I fall into the light
A new universe awakes
I'm a traveler in time
I pray for the light
Where's the key
to the gate
of a new life
NOW
I search for deliverance
But I cannot cry"

La canzone finisce, ma qualcosa non va. I Bardi parlottano tra loro, lo notiamo anche nella nostra esultanza. E siamo un po' preoccupati quando Hansi torna al microfono.

"What I can say, is thank you for being such an incredible audience!"

E scatena il putiferio. Cori di "GUARDIAN! GUARDIAN!" di qua e di là...

... ed è poi con aria costernata che Hansi dice:

"... but I'm really sorry to tell you that the show is over."

... cosa?
La cosa ci agghiaccia. Ma com'è possibile? No dai, non può essere, che è successo?
Sono in pochi a crederci, ma il silenzio è totale.
A risvegliarci sono le parole di Hansi.

"Hah! AND THEN THERE WAS SILENCE!"

E SUBITO IL SILENZIO VIENE DEVASTATO DA URLA DI GIOIA.

Ora, io non so con chi schierarmi.
And Then There Was Silence dura 14 minuti.
Live è un po' abbreviata, ma di poco. Durerà 13 minuti circa.
Al suo posto si potrebbero fare due canzoni buone.
Magari aggiuntive This Will Never End e Mordred's Song, non so...

Però io ero e sono dell'idea che sia una canzone strepitosa, e soprattutto vissuta in questo modo è straordinaria. E sono felicissimo di averla vissuta. E' stata bellissima dall'inizio alla fine. Dopo aver gridato "And Then There Was Silence!!!" pensavo di aver raggiunto l'apice...
Ma signori...
Il "LALALALALALALALALALA" è stato qualcosa di unico.
Prima di dire "ATTWS Live non la voglio", fatevi un giro di quello.
A noi, non so se anche a Milano ma penso di sì, ce l'hanno pure allungata, ben tre giri in più!
Stavo per morire, non avevo più fiato, eppure lo stesso, saltavo e gridavo. Qualche misteriosa energia mi sosteneva mentre continuavo, senza più aria nei polmoni. E alla fine sono sopravvissuto.
Altro pezzo che mi ha fatto venire la pelle d'oca è il mio quote preferito:
"And as the lion slaughters man
I am the wolf and you're the lamb"!

Secondo Hansi Kursch, And Then There Was Silence è la miglior canzone riuscita dal gruppo. Sono d'accordo.

Dopo uno sforzo di quelle dimensioni, sia noi che loro siamo abbastanza stanchini. Non tanto eh, però un po' sì. Ed è così che si passa al primo encore.

Qualcuno non vuole riposarsi e urla "GUARDIAN! GUARDIAN!". Credo di essere stato tra questi, non ricordo bene perché ero sull'orlo dello svenimento. La nostra amica Serena, abbiamo saputo poi, è svenuta davvero, per un breve momento, per il caldo.

Ma i Blind Guardian sono abituati ai ritmi frenetici, pare, perché dopo poco Hansi torna sul palco e ci da il suo personalissimo post benvenuto:

"I know it's a little late, but anyway, welcome to the show and WELCOME TO...!"
"DYING!"
"WELCOME TO...!"
"DYING!"
"WELCOME TO...!"
"DYIIIIIIIIIING!"
"WELCOME TO DYING!!"

Guardate, a Milano ho visto che al suo posto hanno fatto I'm Alive, più frenetica senza dubbio, ma non me ne vogliate, come live song Welcome To Dying è molto meglio. E' da quando ho sentito per la prima volta il CD Live che volevo sentirla. Cantare il refrain con Marcus è stato fantastico!
La canzone è del resto la mia preferita di Tales From The Twilight World assieme a Lost in the Twilight Hall e The Last Candle, quindi posso ritenermi strasoddisfatto. E ancora una volta, esecuzione impeccabile.

Ci avviamo verso la fine. Il pubblico forse comincia a sentire la stanchezza. Allora bisogna risollevarlo con qualcosa di nuovo. Con qualcosa che non ha mai sentito.
Avevo paura per questa come per Fly, anzi, di più, perché almeno Fly aveva avuto più tempo per essere digerita grazie al singolo. Ma la folla è stata ugualmente contentissima di sentire ANOTHER STRANGER ME.

Parte la chitarra ritmica di Marcus e partono anche le proiezioni sullo sfondo: sono scene dal video della canzone già diffuso nella Limited Edition di A Twist In The Myth. E queste danno ancora più atmosfera al tutto...

Non credevo, forse sarà stato Hansi particolarmente in forma come dicevano, ma la realizzazione live di Another Stranger Me è stata piacevolissimamente impressionante, la partecipazione del pubblico non è stata a livelli di Fly, ma questo anche per motivi ritmici. Invece, in diversi punti dove nella versione in studio la voce di Hansi si sovrappone, qui, come al solito, è stato il pubblico a sostituirlo, felice come una pasqua.

E il pezzo:

"it's physic
it's cynic
still cynic
all my laughter"

è stato tutto per noi. E considerando quanto folle è Hansi nella canzone, il pubblico non è stato da meno, così come ognuno ha fornito la sua personalissima risata in Valhalla.

L'entusiasmo per un pezzo così nuovo è alle stelle. Quale miglior modo per consolidare quest'atmosfera che con un consolidatissimo signor pezzo?

Con il solito furore Hansi annuncia IMAGINATIONS FROM THE OTHER SIDE ed è tripudio. Headbanging a ritmo, questa canzone non finirà mai di stupirmi. Praticamente tutta in singalong, il refrain è semplice eppure esplosivo. Frederik non delude neanche stavolta, anzi, è lui che seguiamo più di tutti, è lui che ci rende come sempre inimitabile questo capolavoro di canzone.
E su questa c'è anche un video molto compromettente su di me.

Ormai l'andazzo è chiaro. Termina la potentissima Imaginations, e i Bardi escono di scena per il secondo Encore. Questo dura più del primo. E ormai mancano all'appello solo due canzoni.
Una è The Bard's Song (In The Forest).
L'altra è Mirror Mirror.
Per cui, cominciamo a inneggiarle a turno.

E quando i Bardi rimettono piede in scena, un'ovazione più grande è causata dal fatto che André e Marcus hanno le chitarre acustiche in mano. E' il grande momento. Finora il pubblico ha solo dimostrato di non essere male, ma tutte le folle sanno che dove si dimostra veramente qualcosa è in questo momento.

Nel teatro Saschall di Firenze faceva un caldo bestia. E ad un certo punto il sudore ha addirittura cominciato a CONDENSARSI, dopo essere salito sul soffitto come gas è rigocciolato a terra. Hansi nota la cosa, perché diverse gocce cadono anche sul palco (!!!) e quindi ci dice:

"Well, sure it's rainy, in the forest..." ovazione del pubblico. Ormai tutto è logicamnte chiaro!
"You're supposed to be the Bards, here. So why not singing together, in this rainy forest, The Bard's Song?"

Ed è così che ho cominciato a vivere la più terrificante delle canzoni live. Tutta noi, decisamente, a parte pochi attacchi. Hansi è intervenuto solo per dirigere una strofa iniziale il cui attacco è identico all'inizio della strofa finale, ma nessuno si sarebbe potuto confondere, se ascolti i Blind Guardian, The Bard's Song (In The Forest) o la sai a memoria, o la sai a memoria. Poi vabbè, io sapevo a memoria anche tutto il resto.

The Bard's Song è veramente spettacolare. Fino a quel momento era stato divertente incontrare gente per strada che neanche conoscevi, ma che salutavi ugualmente e a cui sorridevi come se fosse un vecchio amico solo perché aveva la maglietta dei Blind Guardian. Ma cantare tutti insieme in coro The Bard's Song è qualcosa di più. Ti fa sentire veramente un tutt'uno. In quei minuti ho perso la mia individualità e sono diventato il pubblico del Teatro Saschall.

E, lo faranno sempre, ma l'immagine di Hansi, André, Marcus, Frederik, Oliver e Micheal tutti in piedi sul bordo del palco ad applaudirci, non la scorderò MAI.

Va bene! Il concerto sta finendo! In gran parte è già andato!

Ma finirà nel migliore e più esplosivo dei modi!

Partono i cori: Mirror Mirror! *clap-clap / clap-clap / clap* Mirror Mirror! *clap-clap / clap-clap / clap* Mirror Mirror! *clap-clap / clap-clap / clap*

Hansi: "I think... you should get what you're asking for! (GRIDA E URLI DI GIOIA) It has been great playing for all of you. MIRROR MIRROR ON THE WALL! Buonanotte Firenze!"

Piatto.
Piatto.
Piatto.
Piatto.

Chitarra ritmica.
Chitarra ritmica.
Chitarra ritmica.

Mirror Mirror è sempre stata la mia preferita in assoluto. Ce ne sono tante, di canzoni belle dei Blind Guardian, e per me le loro canzoni peggiori sono pari alle canzoni medio/alte degli altri gruppi. Ci sono anche le loro canzoni speciali, che spesso non si sa come gerarchizzare.
Ma che Mirror Mirror fosse la mia preferita, su questo non c'erano dubbi. E sentirla dal vivo è stata la più grande delle emozioni, il più giusto e meritato finale per un concerto coronato da una vera ciliegina sulla torta. Hansi è stato bravissimo, e ci ha lasciato cantare ben due refrains tutti da soli, anche se per salvare eventuali polli da figuracce canta lui le ultime parole (il primo refrain termina con "You're a damned kind, can't you see / That tomorrow bears insanity", e tutti gli altri con "You're a damned kind, can't you see / That the winds will change", ma alcuni spesso si confondono).

E al finale, applausi che durerebbero per ore.

Se avessero registrato un nuovo CD Live quella sera, non avrebbero tagliato una canzone. Ma forse a farmi dire questo è anche un po' l'entusiasmo...

E' stata la serata più intensa della mia vita. So che forse non dovrebbe essere così, so che forse lo dico sempre manovrato dall'entusiasmo, ma non sono oggettivamente mai stato così stanco e così soddisfatto in una volta sola.

Mentre scrivo ho le braccia che mi fanno un male bestia. Non riesco a sollevarle.
Ieri sera la schiena mi dava un po' fastidio per tanto tempo in piedi, ora mi fa un male bestia pure lei.
Ieri sera non mi sentivo le gambe, per fortuna ora me le sento.
Né ieri sera né ora avevo la voce.
Credo di essermi lussato la clavicola nel pogo. Ma non fa male, e me la rimetto a posto da solo.

Grazie, Blind Guardian. Eravate il mio gruppo preferito, ora siete anche meglio.

POST SCRIPTUM:
Inoltre a Firenze ho trovato, girando come turista, una simpatica via che mi pare appropriata.

http://celessa.altervista.org/_altervista_ht/IMG_2136.JPG

martedì 25 settembre 2007

De Corbellibus

La scuola si è conclusa, quindi è il momento di lasciare qui il De Corbellibus, la grande opera che il Trittico ha composto nei primi tre anni in cui è stata insieme. Non è ancora nostalgia, eh, però è da morirci...

[IV-V Ginnasio]

Prof. di Inglese
(quando vedeva un ragazzo e una ragazza chiacchierare diceva puntuale): Two little pigeons? A new love story?
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Prof. di Matematica: Coletti! Stai dormendo vivo?
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Prof. di Matematica: Ricordate sempre la regola aurea! (con gesto apotropaico ad "aurea")
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Caciari (ad alta voce, durante il compito di italiano): Come si scrive "GHIGNANTE"?
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Caciari: Non piangere sul latte targiversato...
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Prod. di Arte: Ragiona, Caciari! La calce viva...?
Caciari: ... no, morta!
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Prof. di Lettere: Il Greco si sa, voi siete dei debolucci.
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Prof. di Lettere: Il noto Carlo Bodellari (= Charles Baudelaire)
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Prof. di Lettere: Ma un plauso particolare va a Serena Zampetti, che è stata in grado di scrivere gli eventi del golfo delle Termopili nel Compito di Storia.
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Prof. di Matematica: Chi è quella li? ... Calisti? (Calisti era un maschione con i capelli lunghi)
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Coletti (interrogato): Il tabularium, fungeva da archivio, vi risiede il presidente della repubblica, no del consiglio ehm sì ecco...
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Prof. di Matematica (sbottando nel silenzio della classe): STATE SILETI!!!
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Prof. di Matematica: Coletti, te canti, e io non posso risponderti in coro perché... non sono un TENORE!
(Nota sul registro: Coletti canta in classe)
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Stiamo vedendo il film del Nome della Rosa in classe. Dopo minuti di silenzio, Sean Connery dice finalmente la prima battuta, chiamando per nome il suo aiutante: "Adso!"
E io: "Che ha detto? 'AZZO?"
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Prof. di Lettere (mentre passeggia tra i banchi vede Caciari che disegna sul suo banco, allora si sofferma a leggere tutte le scritte): Ah, ecco, vedo qui alcuni epiteti: Caciari frocio, Mancini ebreo, Cagnizi l’Africano... e qui troviamo una pittura parietale del quarto stile (un campo di calcio rappresentante un gol della squadra di Caciari).
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Prof. di Matematica: Cagnizi fammi leggere, fammi vedere quant’è bella la lezione di matematica (Cagnizi leggeva il corriere dello sport)
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Prof. di Lettere: Venerdì 21 interrogo in greco con vittime sul campo... i cadaveri non saranno restituiti ai genitori... storia, spiegazione eccellente, interrogazione saporita...
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Prof. di Lettere: Donato, con il tuo 5 e 1000 punti della SMA raggiungi la sufficienza. Fai scalare dalla carta di tua madre 1000 punti SMA.
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Prof. di Religione: Pioggia a tratti un ca---!!! (Disse Noè prima di salire sull’arca)
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Prof. di Religione (dopo che Guardini ha fatto il verso della mucca, ridendo): Nel dubbio, meglio non reincarnarsi.
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Prof. di Religione: Se Maometto non va alla montagna, la montagna se ne sbatte!
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Prof. di Matematica: Dovete andare al riformatorio mentale... Promossi all’asilo!
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Prof. di Lettere: Un nuovo plauso a Serena Zampetti che nel compito di latino ha tradotto "summae totius" con "tutto sommato".
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Prof. di Matematica: Coletti, perché devo essere un tiranno perpetuo?
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Prof. di Lettere (a noi poveri alunni che protestavamo per uno scandaloso compito in classe): Come fanno degli Iloti come voi a protestare di fronte ad uno Spartiato come me?!
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Prof. di Matematica: Siete peggio del legno tek.
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Prof. di Inglese: Vivete nel mondo della panna montata.
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Prof. di Lettere (a Serena Zampetti che aveva i lacci delle scarpe slacciati): Vuoi prendere i ragazzi al laccio, eh?
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Gagliano (al Consiglio di Classe): Il nostro professore di educazione fisica? Preziose braccia rubate alla zappa.
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Prof. di Matematica: Ho perso la voce un paio di giorni fa per rimproverare...
Caciari: E l'ha più ritrovata?
Prof. di Matematica: Valla a ritrovare fuori, Caciari.
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Prof. di Matematica: Non è che l'equazione puoi risolverla così, alla garibaldina...
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Prof. di Matematica: Donato, vieni qua, interrogato...
(Donato resta fermo, paralizzato dal terrore)
Prof. di Matematica: ALZATI E CAMMINA, DONATO!
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Prof. di Lettere (a Coletti appena entrato in ritardo): E te da dove arrivi?
Coletti: Da casa, professore!
Prof. di Lettere: Ah, meno male. Da casa di chi? Da quella che hai appena svaligiato?
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Prof. di Matematica (a Cagnizi): Che stai facendo, Cagnizi?
Cagnizi: Sto copiando, professore...
Prof. di Matematica: Ma non dovresti essere come un amanuense, che copia senza sapere quello che scrive.
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Prof. di Arte (a Cagnizi): Smettila di dire non siamo solo io!
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Prof. di Lettere (a Serena Zampetti): Giullareggi sempre!
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Prof. di Lettere (a Caciari): Tu gli aoristi li sai come le svizzere caprette.
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Prof. di Matematica: Credevo fosse solo pioggia, invece la classe è un diluvio di ignoranza.
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Prof. di Inglese: Coletti scrive in puntigramma.

[I Liceo]

Prof. di Filosofia
: Avete mai visto "Il Blob"? Quel film degli anni '50? In pratica c'è questo Blob... questa gelatina gigante... che FAGOCITA tutto... e uno magari spera che alla fine qualche volta questi mostri vincano, e invece devono sempre perdere, poverini...
Tutti: °____°
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Prof. di Filosofia: Perché Michelangelo non dipingeva corpi qualunque! Dipingeva bei corpi di contadini toscani... ahhh! O il bambino gesù, BELLO GRASSOTTELLO (mimando lei stessa la sua notevole panza)
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Prof. di Arte (dopo aver disegnato alla lavagna una alquanto discutibile cattedrale gotica): Beh? Che c'è da guardare? Non sono mica una cattedrale gotica!
Tutti: °____°
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Gigante: Professoressa, in 3° ora abbiamo la professoressa di storia dell'arte che non ci fa uscire nella sua ora...
Prof. di Italiano: Come?
Gigante (parlando a voce un po' più alta): Ho detto che alla 3° ora abbiamo la Prof. Filippetti che...
Prof. di Italiano: Filippetti? E chi è?
Gigante (a metà tra il seccato e l'inorridito): La professoressa di storia dell'arte!
Prof. di Italiano: Cosa? E chi è la professoressa di storia dell'arte?
Gigante (praticamente urlando): LA PROFESSORESSA FILIPPETTI!!!
Prof. di Italiano: E cosa vuole da me la professoressa filippetti!?!??
(Risate e pernacchioni della classe)
----
Caciari (sfinito, alla sesta ora): Basta, professore, la prego, siamo stanchi, si metta nei nostri panni!
Prof. di Matematica: Ma siete PAZZI? Non ci entrerei MAI!
----
Prof. di Matematica: CACIARI! Fuori con un 2!
Caciari: Ma perché!??!
Prof. di Matematica: Perché sei RECIDIVO, Caciari!
(due minuti dopo)
Prof. di Matematica: CUZZIOL, FUORI!
Cuzziol: No, ma professore, io...
Prof. di Matematica (sbraitando): VALLO A RACCONTARE A CACIARI, CUZZIOL!
(Nella classe cala il silenzio e Cuzziol esce livida)
Tosti Croce (subito dopo che Cuzziol ha chiuso la porta): Ma...
Prof. di Matematica: TOSTI! FUORI!
----
Prof. di Matematica: Guardini! Interrogata!
Guardini: Professore, ma...
Prof. di Matematica: Guardini! 2!
----
Donato (interrogato in scienze): Allora, il cambio di stato da Gas a Liquido si chiama SOLIDIFICAZIONE. Da solido a Liquido si chiama EVAPORAZIONE e...
(tutti lo guardano così: °___°)
Donato: Che c'è?
----
Prof. di Matematica: Caciari, quanto fa 6 diviso 0?
Caciari: 0!
Prof. di Mateamatica: No, Caciari, quello è il voto che ti metto sul registro!
----
Prof. di Matematica: Cagnizi, FUORI!
Cagnizi: Ma professore, stavo solo parlando tra di me! (testuale)
Prof. di Matematica (paonazzo e in piedi col dito puntato): FUOOOOOOORI! E ATTENTO CACIARI, ORA TOCCA A TE!
----
Prof. di Matematica: Questa classe è scandalosa, gli porgi una mano e ti lasciano in mutande.
----
Caciari (interrogato dal prof. di matematica): Ummm, sei per sette quarantadue...
Donato (cantilenando e citando lo Zecchino d'oro): ... più due quarantaquattro!
Prof. di Matematica (ancora paonazzo salta in piedi e punta Donato col dito): DONATO!!!! TI METTO UNOOOOOOOOO!
----
Calisti: Ho mal di pancia...
Tosti Croce: Lorenzo! Le tue prime mestruazioni!
Calisti: Solo a 16 anni!?
----
Cuzziol: Professore, ma cosa ne pensa dell'elezione di Bush?
Prof. di Matematica: Io non penso.
Coletti: Wow, anche lei fa parte del nostro club!?
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Prof. di Filosofia: Quindi in questi giorni sei solo a casa?
Caciari: Sì, si fidano di me!
Prof. di Filosofia: °___° Pensa un po'.
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Prof. di Matematica: Chi è il rappresentante di classe?
Tutti: Caciari!
Prof. di Matematica: °____° MAMMA MIA.
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Zampetti: E se vuole, ora le faccio anche delle espressioni all'impronta!
Prof. di Matematica: Fai, fai, Zampetti, intanto io ti metto un'impronta di 2.
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Prof. di Matematica: Guardini, hai un 4... un 2... un doppiomeno... UNA VIA CRUCIS, GUARDINI!
----
Prof. di Latino e Greco (con voce melluflua accarezzando Tosti): Ecco una ragazza dolce, simpatica e carina... (improvvisamente urlando) MA CHE BISOGNEREBBE FRUSTARE TRE VOLTE AL GIORNO!
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Prof. di Italiano: Ma Cruciani è assente?
Tutti: No, è qui!
Prof. di Italiano (puntando il registro): Ma qui risulta assente!
Tutti: E' entrato in seconda!
Prof. di Italiano: Come? Si trova in seconda?
(Risate e pernacchioni)
----
Prof. di Matematica: Che avete avuto prima di me, Greco?
Masini: Guardi, professore, abbiamo avuto 2 ore di latino e greco e 2 ore di Filosofia...
Prof. di Matematica: Bene, allora potete farmi un pianto greco...
Gagliano: Professore, ma chi gliele passa queste battute, topo gigio?
----
Prof. di Matematica (dal silenzio della classe): Lo stato pulisce diciamo le tasse che paghiamo!
Tutti: ???????????
----
Prof. di Matematica: Danna, insomma! Noi stiamo lavorando e tu stai giocando!
Danna: Ma...
Prof. di Matematica: DANNA! TI METTO U-N-O!
----
Masini: Professoressa, Zampetti vuole sapere se ha recuperato!
Prof. di Filosofia: Ma non rompa, Zampetti!
----
Prof. di Matematica: Diamine, Cuzziol, cosa vuoi, un telegramma, un postino, METTITI SEDUTA!
----
Prof. di Matematica: Caciari! Cagnizi! TACETE! Avete un 4 in due!
----
Prof. di Matematica (dopo varie interrogazioni suona la campana. Alza le braccia al cielo): Peggio che mai!
----
Prof. di Matematica (a Cagnizi, rientrato con 10 minuti di ritardo): Cagnizi! Doppiomeno per LATITANZA!
----
Prof. di Matematica: Righetti, perché ti sei messa al posto di Caciari?
Righetti: Perché da qui si vede meglio, prof!
Prof. di Matematica: Caciari, e tu perché ti sei messo al posto di Righetti?
Caciari: Perché si vede meglio!
Prof. di Matematica: Doppiomeno e tutti e due per bugie patetiche.

venerdì 21 settembre 2007

Non e

Tired of lying in the sunshine, staying home to watch the rain
You are young, and life is long, and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run, and you run, catch up with the sun, but it's sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same, in the relative way, but you're older
Shorter of breath, and one day closer to death

(Pink Floyd, Time)

Pink FloydTime

Ci sono fottute cose che non vanno fottutamente dette.
Ci sono fottute cose che non vanno fottutamente fatte.
E ci sono fottuti momenti in cui vorrei aver fottutamente fatto quello che non ho fottutamente detto e fatto.

domenica 16 settembre 2007

Sensazioni, passati e futuri

Hand of fate is moving and the finger points to you
He knocks you to your feet and so what are you gonna do
Your tongue has frozen, now you've got something to say
The piper at the gates of dawn is calling you his way

You watch the world exploding every single night
Dancing in the sun a newborn in the light
Say goodbye to gravity and say goodbye to death
Hello to eternity, and live for every breath

Your time will come, your time will come
Your time will come, your time will come

(Iron Maiden, The Wicker Man)

Iron MaidenThe Wicker Man

E come al solito, mi rifugio negli Iron Maiden.

Spesso è difficile scegliere quando seguire i sentimenti e quando no.

E forse è impossibile, se vuoi rimanere come sei.

Suppongo sia questa, una parte del crescere.

Ah! Ma domattina sarà tutto passato, e si tornerà davvero come prima.

mercoledì 12 settembre 2007

Vuoti e Mancanze

Title: Soldier Of Fortune
Artist: Deep Purple
Album: Stormbringer

I have often told you stories
About the way
I lived the life of a drifter
Waiting for the day
When I'd take your hand
And sing you songs
Then maybe you would say
"Come lay with me, love me"
And I would surely stay

But I feel I'm growing older
And the songs that I have sung
Echo in the distance
Like the sound
Of a windmill goin' 'round
I guess I'll always be
A Soldier of Fortune

Many times I've been a traveller
I looked for something new
In days of old
When nights were cold
I wandered without you
But those days I thougt my eyes
Had seen you standing near
Though blindness is confusing
It shows that you're not here

Now I feel I'm growing older
And the songs that I have sung
Echo in the distance
Like the sound
Of a windmill goin' 'round
I guess I'll always be
A Soldier of Fortune
Yes, I can hear the sound
Of a windmill goin' 'round
I guess I'll always be
A Soldier of Fortune

domenica 9 settembre 2007

Scuola e Ironia

Title: School's Out
Artist: Alice Cooper
Album: School's Out

Alice CooperSchool's Out

Well, we got no choice
Alll the girls and boys
Makin' all that noise
'Cause they found new toys
Well we can't salute ya
Can't find a flag
If that don't suit ya
That's a drag

School's Out for summer
School's Out forever
School's been blown to pieces

No more pencils
No more books
No more teacher's dirty looks

Well we got no class
And we got no principles
And we got no innocente
We can't even think of a word that rhymes

School's Out for summer
School's Out forever
School's been blown to pieces

No more pencils
No more books
No more teacher's dirty looks

Out for summer
Out 'till fall
We might not go back at all

School's Out forever
School's Out for summer
School's Out with fever
School's Out completely

-----

Ed ecco che ricomincia!
Ragazzi, avete davvero tutta la mia solidarietà.
Quanto a me, mi dispiace per chi diceva che avrei rimpianto la scuola, ma ora come ora sono solo felicissimo di esserne uscito. So che è stata la mia vita finora, so che a lei devo molto, ma ora sono libero e posso gestire la mia vita come meglio credo: il mio spirito è meno imbrigliato di prima!

In bocca al lupo a tutti voi!
Non siete per nulla invidiati!
Sappiatelo!
... ma qualcosa mi dice che lo sapete già,
non è vero?

venerdì 31 agosto 2007

Tranquillità e Fiori Nascosti

Where are you tonight?
Wild flower in starlit heaven
Still enchanted in flight
Obsessions lament to freedom

A timeless word, the meanings changed
But I'm still burning in your flames
Incessant, lustral masquerade
Unengaged, dimit love didn't taste the same

And I still wonder if you ever wonder the same
And I still wonder
(Anathema, Angelica)


Ecco, non ho niente di particolare da dire, ora.
Mi hanno sempre dato un fastidio tremendo quei blog che a leggerli sanno tanto di "caro diario", di qua e di la. Cosa ce ne frega, onestamente?
Io credo che un blog debba essere semplicemente uno spazio in cui si ha la possibilità di riversare quello che si pensa o si prova in certi momenti. In qualunque forma.

Ora non mi è accaduto nessun fatto eclatante, ma lo stesso butto giù qualche riga.

Sono in vacanza, ancora per poco.
Sono tranquillo, riposato e rilassato.
Sono felice, perché non ho incombenze pesanti che mi angosciano per il futuro prossimo.
Sono felice, perché presto verranno nuovi impegni stimolanti.
Sono felice, perché riesco a sdraiarmi al buio e a sospirare in pace senza ombre addosso.

Ci sono delle cose che mi mancano. Diverse cose, che per me sono molto importanti e che vorrei provare ancora. Ma forse anche quelle verranno. In momenti come questi, guardo avanti con tranquillità, al fiore che crescerà.

Era da un po' che non succedeva.
Vorrei che in futuro, quando questa bella sensazione mi avrà lasciato, rileggendo queste righe, possa ricordarmi di com'era essere in pace con sé stessi e con il mondo, in attesa della prossima volta.

Spero di riuscire a conservare queste sensazioni, in un angolino, dentro di me.
Vorrei provarle più spesso.

lunedì 27 agosto 2007

Celato e Nascosto

Questo è il frutto della mia mente negli ultimi 20 minuti, una roba uscita un po' così, a caso.
Un bel dialogo psichedelico.
Il primo che indovina almeno 20 titoli di canzoni vince un tè se è un ragazzo, un'uscita con me se è una ragazza. AHAHAH!

Dovrebbero essercene 54. Buon lavoro.

--- Aggiornato il 10 Settembre 2007 con soluzioni nei commenti ---

"Salute a te, bambino del crepuscolo."
"Ossequi, figlio del dolore."
"Come sta la mia bambina affamata?"
"Sta imparando a vivere, come un arcobaleno nel buio."
"Capisco. Quando la notte cala, cammini sempre da solo."
"Com'è vero che lei è il mio peccato. Notizie dal bambino nel tempo?"
"I suoi fragili sogni si sono infranti contro la Regina di Ghiaccio."
"Più ti ascolto, più mi convinco che l'amore non è fatto per quelli come me."
"Ricorda però la sottile linea che divide l'amore dall'odio."
"Certe volte vorrei solo alzarmi e gridare."
"Non fare lo stesso errore dell'Uomo di Ferro."
"Ma la punizione divina che ci è stata inflitta mi fa già sentire le campane dell'inferno."
"Non essere pessimista. Il sangue sulle mie mani è ben peggiore."
"Forse hai ragione. Perdonami, devo essere stato accecato dalle meravigliose visioni del paradiso che ho visto nel grande spettacolo nel cielo."
"I tuoi occhi chiari non devono farsi ingannare."
"Eppure nei tuoi occhi più neri vedo già un lago di lacrime."
"Purtroppo sono stato punto dalle spine della rosa scarlatta."
"Non me ne meraviglio, visto che la morte ha bisbigliato una cantilena."
"... dici davvero? Allora nient'altro importa più."
"Adesso sei tu il pessimista, in questa nera notte!"
"Io... sono indeciso, in realtà."
"Cosa vuoi farci... è una vita dura, la nostra."
"Già, vissuta fra paradiso e inferno."
"Prima che me ne dimentichi... cosa hai fatto al re del terrore?"
"Tristemente canta per lui il destino, e lacrime di sangue solcano il suo viso."
"Non dire una parola di più. Sotto una luna viola ci sono cose che la bellezza in nero non deve sentire."
"Come preferisci. Ma lo sai anche tu, un giorno il sole non brillerà più, per te."
"Questo non significa che nella mia ora più buia non possa cavalcare i venti dell'eternità."
"Sì, è vero. Ora salta nel fuoco, però."
"Credo sia l'unica cosa. Nemmeno un cambio di stagione sistemerebbe le cose."
"In questo crescendo di pazzia, io parlo al vento."
"I treni vanno e vengono, ma la canzone rimane la stessa."
"E quando gli intrusi dell'anima saranno andati via, saranno le dimenticate speranze a tornare."
"Non ci resta che attendere il giorno del giudizio. Nel frattempo, ti saluto, figlio del dolore."
"Addio, bambino del crepuscolo. Per l'amor di dio, che sia osannato il tuo nome."
"E il mio nome è agonia. Canterò per te la canzone del bardo."
"Arrivederci, amico mio."
"Addio."

sabato 11 agosto 2007

Addii e ritorni

Frase del giorno:
"A little rudeness and disrespect can elevate a meaningless interaction to a battle of wills and add drama to an otherwise dull day. (Not always my philosophy, but it's fun. Try it!)"
(Jani Liimatainen)

Ci sono tante stelle, nel cielo. Troppe, senz'altro.
Sì, tutte ad una prima occhiata sembrano belle, ma di fatto, sono molto diverse.

Alcune brillano tanto, fanno molta luce, forse attirano l'occhio più delle altre. Eppure proprio per la loro troppa lucentezza è troppo difficile vedere come sono davvero dentro, superare quel velo e scoprire cosa c'è oltre.

Altre brillano poco, tanto potresti vedere loro attraverso con una facilità incredibile. Nonostante questo, paradossalmente proprio perché brillano poco, non ti interessa leggere quello che troveresti normalmente coperto dalla luce, qui troppo facilmente raggiungibile.

Quelle che brillano il giusto, non troppo da impedirti totalmente di vedere oltre, ma neanche troppo poco da non far incuriosire uno come te, schizzinoso, o forse semplicemente selettivo per un motivo che neppure conosci, potrebbero andare bene. Ma in fondo brillano solo il giusto, sono nella norma, non hanno niente di speciale. Perché sprecarsi per qualcosa di banalmente comune?

E' per questo motivo che alcuni partono alla ricerca di un altro tipo di stella. Una stella che, normalmente, non potrebbe esistere. Una stella che è un controsenso della natura. Una stella che brilla tantissimo, ma di una luce dolce, che ti accarezza mentre scopri il suo interno, che non ti scaccia, ma anzi ti porta sempre più accanto al suo cuore.

Esiste davvero, questa stella?
E dov'è?
Esiste una mappa per poterla trovare?
Qualcuno potrebbe indicartela sul cielo di notte?

----

E' davvero pesante, scoprire il peso dei ricordi. Scoprire che le sensazioni che credevi di aver dimenticato le ricordi ancora benissimo, invece. Scoprire che l'armatura che pensavi di esserti costruito alla perfezione in realtà ha ancora diverse falle. Scoprire che il nero può veramente essere bianco. Scoprire che, in fondo, la luna è solo il sole della notte.

I chiodi sono attrezzi da maneggiare con cautela.
Soltanto un chiodo può aiutarti a toglierne un altro piazzato male.

Ma se non trovi il secondo chiodo in fretta, forse il primo farà a tempo a dissanguarti, conficcato com'è, lì dov'è, tutto arruginito e ormai inutile e inservibile.

E' il colmo!
Per trovare un chiodo, devi metterti a fare l'astronauta.
Per cercare l'altro mondo, devi girare come un dannato su questo.

E soprattutto, io che faccio un post del genere?

Farewell, Jani. Grazie di tutto!

giovedì 2 agosto 2007

Tagli e Dettagli (BMS Live)

Non mi svegliate, ve ne prego
Ma lasciate che io dorma questo sonno,
Sia tranquillo, da bambino
Sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi,
Se io forse sto sognando un viaggio alato
Sopra un carro senza ruote
Trascinato dai cavalli del maestrale
Nel maestrale... in volo.
(Banco del Mutuo Soccorso, Non Mi Rompete)

Banco del Mutuo SoccorsoNon mi rompete

Era tanto tempo che sognavo di vedere Live il mitico Banco del Mutuo Soccorso. Quasi per caso tre giorni fa ho visto che avrebbero suonato proprio qui a Roma, e per giunta con ingresso gratuito.

E ovviamente sono andato.

E' stato qualcosa di unico... sotto tanti aspetti.

La setlist:

1) Danza dei Grandi Rettili
2) Capolinea
3) Garofano Rosso
4) Metamorfosi
5) Racconto di Neve (da "Movimenti", album solista di Vittorio Nocenzi)
6) La Caccia / Fa# Minore
7) Solo di Clarinetto (Papotto)
8) Emiliano
9) La Conquista della Posizione Eretta
10) Roma / Tokyo
11) 750.000 anni fa... l'amore?
12) Non mi rompete
13) Traccia I

--- ENCORE ---

14) Tributo ai Beatles (Maltese)
15) Passaggio
16) Il Giardino del Mago
17) L'Evoluzione
18) Traccia II

L'avventura per me comincia alle 18. Il concerto è a Parco Gino Cervi, un po' lontano da casa mia, e anche se il concerto comincia alle 21, voglio avere il mio posto in prima fila. L'autobus che mi doveva portare proprio a destinazione proprio oggi doveva avere una deviazione... e così ho perso un po' di tempo a ritrovare la strada per conto mio...
Chiedo indicazioni a un simpatico nonnetto: "Scusi, per Parco Gino Cervi?" questo si illumina: "Ah, vai a vedere il Banco!?!?"
"Ovviamente!" faccio io. Mi da le giuste indicazioni e ci salutiamo con un "Ci vediamo là!"

Arrivo al Parco, e il palco che hanno montato è abbastanza piccolino, davanti ad un prato abbastanza modesto. Insomma, una tappa tranquilla per il Banco, il che fa anche capire perché abbia accettato di suonare con soltanto 3 giorni di preavviso...

Comincia il sound checking, e il Banco è solo per me. Infatti, addetti e mogli varie a parte, non c'è nessun altro a guardare. Inizialmente si prova la Batteria: Maurizio Masi, giovane sostituto (che comunque suona col Banco dal 1994) dell'originale membro Pierluigi Calderoni ci da giù pesante (durante il concerto due bacchette gli si spezzeranno di netto durante La Conquista della Posizione Eretta, fortuna che aveva il cambio lì), e la figlioletta di 3 anni che gli grida: "Troppo forte, papà, fai più piano!"

E' la volta delle chitarre, ed è quasi subito che vedo Rodolfo Maltese, uno dei tre leader del Banco del Mutuo Soccorso assieme a Vittorio Nocenzi e Francesco Di Giacomo. Con lui anche Filippo Marcheggiani, seconda chitarra.

Si provano i fiati e gli strumenti a sabbia dell'eccezionale polistrumentalista Alessandro Pagotto, microfoni vari, e infine la SUA tastiera, quella di Vittorio Nocenzi, notevolmente ingrassato dalle immagini che si vedevano di lui qualche anno fa. E mentre prova il suo microfono si mette a chiacchierare con noi (nel frattempo è arrivata una coppia con la maglietta di Darwin! e tre ragazzi con la maglietta degli Iron Maiden [!], soprattutto questi molto partecipi del concerto!) di calcio... grande carisma e grande simpatia!

Dal semplice sound checking si passa a prove più complesse, e riconosco Il Giardino del Mago e Non mi rompete.
Di Francesco Di Giacomo, si può dire, quello che aspettavo con più trepidazione, neanche l'ombra, ancora.

Si arriva alla sera, e dopo essermi comprato giusti accessori (maglietta e cappello del Banco) mi metto davanti al palco, perché comincia ad arrivare un po' di folla.

Si aspetta insieme, e in ritardo di un'ora buona, le luci si spengono, e piano piano il palco si popola!

Sono le note del pianoforte di Vittorio Nocenzi a dare il via al concerto, e tutti ci aspetteremmo una Prologo #1 per aprire a R.I.P. (Requiescant In Pace), l'opener più esplosivo del Banco.

E invece dalle lievi note della tastiera si aggregano anche gli altri musicisti: non è difficile riconoscere la Danza dei Grandi Rettili. Opener originale per noi, dunque! Buono, anche se io amo da sempre R.I.P. e speravo di sentirmela.

Le tastiere di Nocenzi hanno qualche problema tecnico (lo si era visto anche durante il sound checking, dove aveva dovuto cambiarne 2), ma tutto fila liscio: grande Rodolfo Maltese che oltre alla chitarra da fiato anche alla sua tromba.

Finita la prima traccia del concerto, prende la parola Vittorio Nocenzi, che saluta tutti! Ovviamente, è delirio. Tutti noi però abbiamo notato che al centro del palco manca un microfono. Probabilmente ci aspettavamo una grande entrata dal dietro le quinte di Francesco Di Giacomo.

Vittorio prende la parola, dopo i saluti: "E' certo, però, che questo concerto ha avuto una storia travagliata, fin qui... questo è il terzo pianoforte che ci lascia, l'hammond non funziona..." risate fra il pubblico, anche se con qualche ovvio disappunto. Eppure quella grande figura barbuta sorridente ci mette a nostro agio, e ci trasmette che nonostante tutto qualcosa si farà.

"Purtroppo queste non sono neanche le peggiori notizie della serata." e qui qualcuno già comincia a gemere. "E' per la prima volta nella sua storia che il Banco del Mutuo Soccorso suona senza un suo membro..." ormai è tutto chiaro, e sarebbe difficile riassumere quei "nooo" e quelle altre grida in un testo. "Al centro del palco manca il microfono, perché stasera mancherà un leader del gruppo, Francesco Di Giacomo."

Questa cosa mi è dispiaciuta tantissimo. Ovviamente tutto il concerto è stato condizionato da questa perdita pesantissima.

"Potevamo decidere di cancellare il concerto. Sarebbe stato più che naturale. Eppure, un po' perché in fondo l'evento era gratuito, un po' perché da sempre al Banco piacciono le sfide, anche quelle più ardue, abbiamo alla fine scelto di suonare lo stesso."

Fra la tristezza, anche tanti "Grazie", soprattutto il mio!

Francesco sta bene, ha solo avuto un malore la mattina stessa del concerto ed è stato portato all'ospedale dove dovrà subire un piccolo intervento, "ma già dopodomani sarà dimesso..." ci tranquillizza Vittorio. "Ci sarà senz'altro alla nostra prossima tappa a Grosseto fra una settimana."

Era sua idea farcelo chiamare al cellulare per salutarlo, ma alla proposta, Francesco aveva declinato, dicendo, "Sei pazzo, Vittorio!? Qui c'è gente che dorme!"

Ci vediamo alla prossima tappa, insomma!
Dopo questa triste notizia, Vittorio Nocenzi riprende la parola.

"Se volessimo dare un titolo a questo concerto, potremmo chiamarlo "Tagli e Dettagli". "Tagli", beh... per ovvi motivi. Ma "Dettagli" anche perché senza la voce che copre gli strumenti, stasera si scoprirà un'altra faccia del Banco. E suonare solo strumentali è molto difficile, gli errori si notano molto più facilmente..."

Qualcuno dalla platea grida: "GRANDE RUDY!!!" riferendosi a Rodolfo Maltese, abbinandolo scherzosamente agli "errori" di cui parlava Vittorio. Risate del diretto interessato e del pubblico.

"... ma sarà "Dettagli" anche perché vi racconteremo delle curiosità per ogni pezzo che suoneremo." Vittorio Nocenzi è visibilmente teso, e forse un po' stizzito dai continui problemi delle sue tastiere. Mentre parla, ben tre tecnici gli girano intorno per cercare una soluzione a quell'hammond che non va e a quel piano che fa le bizze.

Siparietto: uno dei tre prova a sentire se il pianoforte va, e preme tre tasti in scala. Funziona. Il tecnico continua a provare, ma Vittorio è visibilmente scocciato, e rifila al tecnico un assolo di tastiera dalla velocità impressionante, qualcosa di un po' più elevato della scala di tre note di prima, insomma.

Il tecnico ci rimane secco, chiede scusa e scappa a gambe levate! Risate del pubblico.

"Evitate possibilmente i pomodori, perché d'estate, con questo caldo, si appiccicano..." Altre risate. Ed è qui che capisco che il Banco è il Banco. Anche senza Franceco Di Giacomo, Vittorio, Rodolfo, Tiziano e gli altri hanno deciso di suonare lo stesso, e so che faranno di tutto per rendere almeno sopportabile una serata ormai macchiata da questa pesantissima mancanza.

"La canzone che suoneremo ora da il nome al nostro primo album dal vivo..." e comincia a raccontarci di quando a quei tempi (e non parliamo neanche di troppo tempo fa!) non c'erano così tanti studi di registrazione, anzi, ce ne era uno solo, a Milano. Pezzo del 1980, parte Capolinea, strumentale di suo, canzone non dai tre album "sacri", ma per questo molto sottovalutata: l'avevo sentita in Nudo e a me è piaciuta moltissimo!

Finita Capolinea, dopo i giusti applausi, Vittorio riprende il microfono. "Nel 1982 poi ci fu richiesto per la prima volta di comporre una colonna sonora..."
"GAROFANO ROOOOSSOOOOOOOO!" urla dal pubblico lo stesso che poco prima aveva gridato "Grande Rudyyy!"...
Risate del pubblico e della Band, Vittorio guarda con un'espressione di finta stizza chi ha urlato: "Era una domanda?!" Poi sorride: "Sì, Garofano Rosso..."

Questa invece non l'avevo mai sentita prima, Garofano Rosso decisamente mi manca. Ma prima di cominciare, Vittorio ci racconta un dettaglio anche su questa canzone. "Lavorare per una colonna sonora può essere molto pesante per un musicista, perché ha un tempo stabilito e ristretto, è vincolato alle immagini e soprattutto deve sottostare al regista, che se è serio vuole effettivamente supervisionare anche la musica. Eppure per noi invece questa sfida è stata molto stimolante..."

Ancora pezzo strumentale, Garofano Rosso si è rivelata veramente bella, anche stavolta: altra prova che il Banco è in grandissima forma, alla faccia dei "vecchietti"! Decisamente da sentire, penso che se ci saranno prossimi acquisti banchiani, vorrò prendere questa colonna sonora.

Garofano Rosso sfuma, Vittorio Nocenzi si rilassa un momento sul suo sgabello, poi improvvisamente schiocca le dita, e grida: "E one, e two, E ONE-TWO-THREE-FOUR!" e parte l'inconfondibile Metamorfosi, dal primo album, Banco del Mutuo Soccorso.
Metamorfosi invece appartiene decisamente alle "sacre" del gruppo ed è una delle mie preferite!
L'esecuzione è incredibile, e incredibile è la grinta di Vittorio, che punta le dita verso i compagni per introdurli nella scena, batte i piedi a tempo, da continuamente anche durante il concerto delle dritte agli altri musicisti... un vero leader, insomma. Veramente stupefacenti anche gli acquisti "giovani" del Banco, che suonano sì col gruppo da tanto, ma che davvero suonano esattamente come i membri originali su CD.
Metamorfosi è anche la prima canzone in cui purtroppo dovrebbero esserci le parole di Francesco Di Giacomo che invece non ci sono. Ma il pubblico, soprattutto le prime file fra cui ero, assolutamente carico, comincia a cantare al posto del frontman! E Rodolfo Maltese, sorpreso e felice, mostra la sua approvazione.

Metamorfosi si chiude con un outro in crescendo che fa applaudire tutti, felici.

Vittorio prende ancora il microfono. "Il brano che andremo a suonare ora... non è mai stato suonato live." un brivido di eccitazione pervade la folla. "A dire il vero, l'abbiamo arrangiato stamattina..." risate. Si tratta di Racconto di Neve, dal primo album solista di Nocenzi, riarrangiato solo con tastiera, chitarra e basso. Pezzo tranquillo e piacevole, lì per lì penso che sia per riposarsi dopo la grinta di Metamorfosi, ma più avanti avrei visto che la scelta non c'entrava proprio nulla con il far riposare nessuno...

Racconto di Neve sfuma dolcemente, e Maurizio Masi ritorna al suo posto dietro la batteria, mentre Vittorio da subito il via a La Caccia / Fa # Minore. Il pezzo, nel disco No Palco, era stato usato anche come attacco per Moby Dick, quindi mi stavo preparando a quella, ma invece una volta eseguito il pezzo bello e tranquillo, prende la parola Alessandro Papotto.

"Adesso ci sarà un tributo alla musica classica, dedicato a Francesco Di Giacomo, al Banco, e soprattutto a voi" applausi, mentre il ragazzo esegue un assolo di clarinetto veramente impressionante persino alle mie orecchie ignoranti. A fine assolo, lo stesso Vittorio Nocenzi prenderà la parola per sottolineare la bravura di Papotto, che aveva preparato un medley di diversi compositori classici, fra cui Mozart e Gershwin.

Ma è tempo di tornare alla musica del Banco. Vittorio ci annuncia che il pezzo che seguirà gli sta molto a cuore. "Qualche anno fa, un nostro amico ci pose questa domanda: ma a cosa serve l'orizzonte?" la domanda ad aleggiare lì, nell'aria. "Perché, insomma, ci diceva, cammino 2 chilometri, e lui si sposta ancora di 2 chilometri. Cammino 10 chilometri, e lui si sposta ancora di 10 chilometri... ma a cosa serve, se non si può raggiungere?" Al che, un amico di Vittorio di nome Emiliano, gli rispose: "Proprio a questo serve l'orizzonte: a camminare." e proprio questo era il titolo della canzone: Emiliano.

Altro pezzo non dei "classici" ma che avevo avuto modo di sentire in Nudo, mi è piaciuto veramente tanto, soprattutto dopo la bella introduzione.

Anche stavolta senza presentazioni, finita Emiliano, parte invece una delle canzoni più belle di Darwin!, ovviamente sempre con il "E one, e two, e one-two-three-four" di Vittorio Nocenzi: rabbrividisco a sentire le note della grandiosa La Conquista della Posizione Eretta, e il potere evocativo della canzone è talmente alto che anche stavolta nessuno resiste al cantare le parole che Francesco Di Giacomo non è lì a cantare per noi. Inizio in crescendo da far rabbrividire. E tanto, anche. Straordinario.

Credo che sia a questo punto che Vittorio ci racconta della loro avventura cubana: infatti, il Banco è stato il primo gruppo italiano a viaggiare fino a Cuba e a suonare lì. Sono arrivati in aereo, e subito hanno avuto un problema con il cargo (che aveva tutti gli strumenti dentro), che non voleva aprirsi. Dopo 4 giorni finalmente si scoperchia questo cargo, e finalmente suonano, ovviamente da perfetti sconosciuti, perché il governo cubano di allora era estremamente più rigido di oggi e non permetteva di comprare merce straniera.

Eppure quei concerti che fecero li resero notissimi, "quasi avessimo suonato al Sanremo di Cuba", scherza Vittorio. Quando andavano per strada, tutti li indicavano, gridando: "El Banco! El Banco!" "El Gordo, el Gordo!" (Riferendosi alla mole di Francesco Di Giacomo, che ora è "rimasta comunque in famiglia", scherza ancora Nocenzi)

Il pezzo dopo è un altro breve strumentale: Roma / Tokyo. Piacevole, perché vedere suonare un gruppo così affiatato è veramente un piacere, ma forse il pezzo che considererò di meno della serata.

Quindi Vittorio Nocenzi parte in un altro leggero e lento pezzo di pianoforte... che poi si sviluppa nelle notissime note di 750.000 anni fa... l'amore? Uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, e che difficilmente pensavo avrebbero suonato, visto che è molto cantata. Ma evidentemente avevano davvero voglia di suonarla, come il pubblico l'aveva... di cantarla!!! Esecuzione perfetta.

E ad un pezzo così splendido, ne poteva seguire soltanto un altro ugualmente spettacolare: parte subito infatti la meravigliosa ballata Non mi rompete. E se fino a quel momento il pubblico aveva cantato tutti i pezzi che normalmente non cantava, perché tirarsi indietro ora, quando è nella norma che si canti Non mi rompete?

Veramente emozionante. Veramente.

La dolce Non mi rompete sfuma, ed ecco che subito attacca la potentissima Traccia. Tutti battiamo le mani a tempo, e cantiamo "lalalalala" con Vittorio e gli altri. Energica come sempre, Traccia sembra essere la conclusione del nostro concerto.

Vittorio e gli altri cominciano a salutarci e ad augurarci la buonanotte. Si inchinano e se ne vanno, fra gli applausi. Ma noi non ci stiamo, e più che altro... sappiamo che non è finita.

Cominciamo ad urlare "Fuori!!! Fuori!!!" ed ecco che dopo un po' si presenta Rodolfo Maltese, che imbraccia una chitarra e dice: "Non so quanti di voi lo sappiano, ma quest'anno è l'anniversario di uno splendido CD dei Beatles..." e comincia un assolo di chitarra tributo ai Beatles.

A fine assolo, applausi, e continuiamo a richiamare fuori il Banco. Vittorio Nocenzi sale sul palco allargando le braccia, come a dire, "E che devo fare?"

E in effetti, al microfono, dice: "Voi siete esattamente come degli ospiti inaspettati. Com'è che funziona in questi casi, per il padrone di casa? Ecco... e adesso cosa gli do da mangiare?!" risate. "Abbiamo suonato un'ora e cinquanta... e voi avete ancora fame?!" coro di , ovviamente.

Vittorio allora comincia a raccontare un altro aneddoto. "Passato molto tempo dalle registrazioni dei nostri primi due album, Banco del Mutuo Soccorso e Darwin!, volli provare a riregistrarli completamente, e credo che fino ad oggi siamo l'unico gruppo ad aver totalmente rifatto due album. In fondo credevo si potesse fare e l'ho fatto: in fondo la musica era la mia, mia e di Francesco. Di fatto, poi ho visto che non potevo, perché ormai la musica non era più mia e di Francesco, ma della gente, di tutti." Applausi. "Con la tecnologia più moderna si poteva fare di tutto, ma a noi non andava di mettere venti tastiere tutte insieme e via. Così ci siamo messi lì... a rivedere ogni singola nota." Espressione emblematica, qualcuno già ride. "Il problema è venuto quando siamo arrivati a dover riregistrare Passaggio. Cosa fare con quella? Dovevamo risimulare ancora i passi sul parquet?" Risate di tutti.

"Al tempo, quando registrammo Banco del Mutuo Soccorso, l'unico studio di registrazione in Italia era a Milano, e per la precisione, in un oratorio. Sei giorni su sette, quella stanza era uno studio di registrazione. La domenica, diventava una sala cinema per i bambini. Di domenica, gli strumenti che c'erano venivano semplicemente coperti e tutto si trasformava in cinema. E' proprio in questa ambientazione che abbiamo registrato Passaggio la prima volta. Ci sono io che mi incammino, arrivo all'hammond e suono un motivetto. Un motivetto che forse se sviluppato sarebbe potuto diventare una grande idea, un grande pezzo, una bella canzone, ma che invece è rimasto un motivetto. Questo è Passaggio: tutte quelle idee che passano per la testa ma che poi non nascono."

Ed è con queste parole che attacca proprio Passaggio.

Tutti noi però sappiamo bene che Passaggio sarà solo un'intro a qualcos'altro. Ma a cosa? In Banco del Mutuo Soccorso, Passaggio viene prima di Metamorfosi, ma qui Metamorfosi l'hanno già suonata...

Alla fine di Passaggio, abbiamo la nostra risposta, quando il Banco comincia a suonare nientemeno che la sua suite Il Giardino del Mago, che prima qualcuno aveva gridato di volere, ma per pura comicità, vista la sua lunghissima durata. L'esecuzione è incredibile. Il Giardino del Mago è non solo tra i miei pezzi preferiti in assoluto, ma è anche il pezzo che mi ha fatto veramente innamorare del Banco, quindi sono stato felicissimo di sentirla: e anche qui, il pubblico non ha fatto mancare il giusto singalong, perché un Giardino del Mago senza lo splendido testo è veramente uno spreco.
Assolutamente esaltante il pezzo più forte e aggressivo della canzone.

E dopo questa, pensiamo tutti che ormai sia ora di concludere, quando invece si da il via a L'Evoluzione, un altro pezzo stupendo, nel CD Darwin!, della durata di quasi 14 minuti, che live è stato ridotto solo di poco. Applausi e grida di gioia e di incredulità!

Quando poi Vittorio Nocenzi ci chiede se ora siamo sazi e parte con Traccia II capiamo che è davvero finita, ma dopo una serata di così tanti regali e così perfetta e piena, l'assenza di Francesco Di Giacomo può passare in secondo piano.

Saluti e applausi, stavolta gli inchini sono di vero saluto, e il Banco del Mutuo Soccorso se ne va trionfante, dopo aver trasformato una serata da dimenticare in una serata... indimenticabile.

Dopo il concerto, sono in tanti a fiondarsi a comprare magliette che io ho già comprato (dell'album "Io sono nato libero", mentre il cappellino ha il logo di "Banco del Mutuo Soccorso").

La folla si disperde abbastanza in fretta, ma io ho altri obiettivi, e rimango ad attendere davanti ai tendoni. Poco dopo infatti escono tutti i nostri eroi del Banco. Mi fiondo subito da Vittorio Nocenzi, che, com'era prevedibile, è il più preso d'assalto.

Mi fanno veramente piacere le sue parole quando dice, "Eh, la cosa che ci fa veramente piacere è vedere che non vengono a sentirci soltanto vecchietti come me e te..." e indica un altro signore che era venuto a prendersi il suo autografo, "... ma anche ragazzi di diciott'anni!" e indica me e altri due ragazzi, che sorridiamo radiosi quando ci indica.

Bello che prima degli autografi tutti chiedano come sta veramente Francesco. Le risposte sono tranquille, tranquillizzanti e rilassate.

Mi faccio autografare la cartolina che avevo preso con la maglietta, poi vado dal bassista Tiziano Ricci, libero, che mi chiama subito dopo Rodolfo Maltese.

Davanti al palco trovo libero anche il simpaticissimo Alessandro Papotto, che mi fa un autografo e mi regala il foglio della scaletta, che poi farò autografare ancora da Rodolfo Maltese e che conserverò gelosamente a vita.

Lo stesso Rodolfo mi fa: "Guarda che questa scaletta è unica, non ci sarà più un altro concerto così, tienimela da parte che la rivorrò!"

Ed è così, frizzante dal buonumore, che me ne torno a casa.
Arriverò alla base alle 2, mi metterò qui al computer a scrivere il resoconto freschissimo fino alle 3 mentre riascolto le stesse epiche tracce del concerto (anche se mi sembrano molto più vuote, dopo la grinta che ho sentito dal vivo, le apprezzo mille volte più di prima!!!), poi crollo addormentato.

Che dire?

I membri "storici" del Banco non sono affatto dei vecchietti come si potrebbe pensare, ma anzi hanno ancora un'energia incredibile, che mi ha veramente sorpreso!
I nuovi membri si sono inseriti alla grande, e sono veramente talentuosi e bravissimi.

Questo concerto è stato unico nel suo genere soprattutto perché mancava il fiore all'occhiello della band: Francesco Di Giacomo. E se è stata una sfortuna, per me, partecipare ad un concerto (l'unico nella storia) senza di lui, dall'altra parte posso dire di essermi divertito tantissimo ad ammirare di più il carisma di Vittorio Nocenzi, la simpatia di Rodolfo Maltese, la pettinatura da scienziato pazzo e lo stile strambo di Tiziano Ricci, la bravura di Alessandro Papotto, lo spirito di Filippo Marcheggiani e la forza di Maurizio Masi: il Banco del Mutuo Soccorso è un gruppo con poche parti vocali, testi magnifici, sì, ma soprattutto musica: ed è quello che ho capito stasera, quello che non mi scorderò mai, quello che conta davvero.

E' stato stupendo.

Il concerto non solo è stato presentabile. E' stato stupendo. E io non credo che sia una cosa da tutti, arrangiare un concerto in un giorno con questi risultati.
La scaletta è stata assolutamente perfetta, qualcosa che ha saputo mischiare grandi classici (praticamente tutto Banco del Mutuo Soccorso senza R.I.P., quattro delle mie cinque preferite di Darwin!, le mie due preferite di Io sono nato libero) a brani meno classici ma assolutissimamente sottovalutati e da rivalutare (Capolinea, Garofano Rosso, Emiliano, La Caccia) e anche scelte coraggiose (Racconto di Neve, arrangiata la mattina del concerto!). E se solo ci fosse stata la voce...!!!

Grazie di tutto, Banco. Siete speciali. E spero con tutto il cuore di rivedervi il prima possibile, stavolta però con Francesco! Si mormorava di un'altra tappa ancora a Roma a Settembre... io ci spero tantissimo!!

Anche se ancora non mi spiego perché abbiano suonato 750.000 anni fa... l'amore? e non Cento Mani e Cento Occhi (un'altra track che veramente adoro oltre ogni limite umano): onestamente, credevo che avrebbero suonato la seconda invece della prima, anche perché in Cento Mani e Cento Occhi a cantare la metà della canzone è proprio Vittorio...

Oh, beh! Non mi è dispiaciuto mica!

PFM... CHI??????????